24 marzo 2011 / 09:50 / tra 7 anni

Portogallo, improbabile salvataggio a summit Ue

BRUXELLES (Reuters) - La crisi portoghese dominerà il summit Ue da poco iniziato a Bruxelles con il governo di Lisbona determinato a rifiutare l‘ipotesi di salvataggio internazionale.

<p>Il premier del Portogallo Jos&eacute; Socrates che ieri si &egrave; dimesso. REUTERS/Rafael Marchante</p>

Il ministro di gabinetto Pedro Silva Pereira ha ribadito che non saranno chiesti aiuti esteri nel corso del summit Ue di oggi e domani.

“Il governo continuerà a lottare contro la possibilità di avere aiuti esteri [...]. La nostra posizione è chiara: respingere l‘aiuto esterno”, ha detto il ministro ai giornalisti a Lisbona, aggiungendo che l‘esecutivo non ritiene inevitabile un salvataggio.

Secondo il presidente dell‘Eurogruppo, Jean Claude Juncker, l‘ipotesi di bailout per il Portogallo è una possibilità e la cifra di 75 miliardi di euro sarebbe adeguata.

Ieri in Parlamento a Lisbona l‘opposizione si è rifiutata di appoggiare le misure aggiuntive presentate a inizio marzo dal governo e il premier José Sòcrates ha rassegnato le proprie dimissioni.

Tale impasse è costata oggi al Portogallo il taglio da parte di Fitch del rating sovrano a lungo termine a ‘A-’ da ‘A+’ insieme a un rating watch negativo. In assenza di un piano economico finanziario concordato con Ue e Fmi, per l‘agenzia, è possible un declassamento per più di un notch.

Quello che fino a qualche giorno fa era atteso come il Consiglio che avrebbe approvato un “pacchetto complessivo” di nuove misure volte a rassicurare i mercati finanziari, rischia di diventare dunque una prova di forza per i leader Ue per dimostrare unità e capacità di trovare soluzioni condivise.

La cancelliera tedesca Angela Merkel ha detto che chiunque succederà a Sòcrates dovrà impegnarsi a rispettare i vincoli di deficit sottoscritti dal governo uscente.

Il rendimento del titolo decennale portoghese si è spinto oggi al massimo storico di 7,91% mentre l‘euro è scambiato a 1,4135 contro dollaro.

Lisbona deve rifinanziare circa 4,5 miliardi di debito in aprile e un ammontare simile in giugno, cifra che potrebbe condurre alla necessità di chiedere aiuto.

ACCORDI PER ARIA?

I leader europei avevano sorpreso i mercati raggiungendo, l‘11 marzo, un accordo su un insieme di misure anti crisi che avrebbero dovuto essere sottoscritte nel summit di oggi e domani, ma i punti chiave sono saltati in aria.

Secondo la bozza conclusiva del vertice la decisione su come aumentare l‘effettiva capacità di prestito del Fondo europeo per la stabilità finanziaria sarà rinviata a metà dell‘anno, probabilmente al summit di fine giugno.

Il mancato accordo, su come i Paesi della zona euro forniranno capitale o garanzie per innalzare a 440 miliardi da 250 mld la capacità effettiva di finanziamento del fondo, rischia di minare la fiducia dei mercati sulla capacità dei politici Ue di risolvere la crisi.

La Finlandia, che si oppone all‘utilizzo di maggiori garanzie a incrementare la capacità del fonto, rappresenta il principale ostacolo all‘accordo.

Il nuovo governo di Helsinki, che nascerà dopo le elezioni del 17 aprile, potrebbe inoltre avere al suo interno il partito degli euroscettici, complicando ulteriormente la situzione.

Negli ultimi mesi i leader Ue hanno compiuto progressi notevoli nel mettere a punto un pacchetto contro la crisi: hanno deciso in principio di espandere il fondo di salvataggio, di costituire dal 2013 un Meccanismo di stabilità europea (Mse) al posto del fondo, e hanno deciso di rafforzare la cooperazione per aumentare la produttività dell‘economia. Ma ci sono dubbi su come finanziare i 500 miliardi del Mes usando pagamenti in capitale e garanzie.

La Merkel vuole delle modifiche. Per onorare l‘accordo la Germania dovrebbe infatti contribuire all‘Mse con 11 miliardi di euro nel 2013, vedendo sfumare così lapossibilità di tagliare le tasse prima delle elezioni.

Anche questa indecisione è vista dai mercati come incapacità dell‘Europa di gestire la crisi del debito.

Nessun passo avanti in vista nemmeno sulla riduzione dei tassi applicati all‘Irlanda per il piano di salvataggio su proprio debito. Dublino sostiene che i tassi alti colpiscono l‘economia ma si rifiuta di aumentare la tassazione sulle proprie imprese, mentre non è chiaro se le banche avranno bisogno di ulteriori capitali, e questo impedisce l‘accordo. Il governo aspetta i risultati degli stress test di fine mese.

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