23 marzo 2011 / 15:57 / tra 7 anni

Parmalat, via Cdm a decreto contro scalate straniere

di Giuseppe Fonte

<p>Il logo Parmalat su un camion per il trasporto. REUTERS/Max Rossi</p>

ROMA (Reuters) - Preoccupato dalle mire dei francesi di Lactalis su Parmalat, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge che consente alle società quotate di spostare entro fine giugno le assemblee per l‘approvazione del bilancio e il rinnovo degli organi sociali, anche se già convocate.

Il vero pacchetto di misure anti scalate straniere vedrà però la luce nelle prossime settimane in Parlamento.

“Il ministro dell‘Economia e delle Finanze [Giulio Tremonti] ha illustrato al Consiglio dei ministri altre ipotesi di intervento normativo che potranno tra l‘altro prendere la forma di emendamenti al decreto legge [...], previa - se del caso - consultazione europea” spiega una nota di Palazzo Chigi.

In sostanza il decreto permette all‘esecutivo di prendere tempo e di evitare che Lactalis, azionista al 29% circa di Parmalat, riesca a nominare la maggioranza dei consiglieri di amministrazione nella già convocata assemblea di metà aprile.

In gioco non c’è solo Parmalat ma anche il futuro assetto di Edison, che potrebbe finire sotto il controllo di un altro gruppo francese, Edf. Ma in questo secondo caso il governo ha più tempo per intervenire: il patto di sindacato che lega Edf ai soci italiani raggruppati in Delmi è stato prorogato di sei mesi al 15 settembre. Lo conferma indirettamente l‘amministratore delegato di Edison, Umberto Quadrino, dicendo che il decreto non riguarda Foro Bonaparte.

ROMANI: GOVERNO LAVORA A POLO NAZIONALE

Il governo guarda alla normativa francese e canadese per introdurre norme a tutela delle aziende strategiche italiane, come ha spiegato Tremonti lo scorso fine settimana.

Una delle ipotesi, mutuata dalle leggi francesi, consisterebbe nell‘individuare i settori strategici in cui il governo potrebbe esprimere un parere preventivo nel caso di fusioni o offerte ostili. Altra soluzione potrebbe essere il ricorso alla clausola europea di reciprocità, che consente alle aziende sotto scalata di ricorrere alle norme difensive previste nello Stato della società predatrice se più favorevoli.

Il governo punta anche alla nascita di un polo nazionale per mantenere “l‘integrità dell‘intera filiera produttiva del ciclo del latte”, ha detto il ministro dello Sviluppo, Paolo Romani, nel corso del question time alla Camera.

“Per questo motivo si sono svolti incontri con gli operatori del settore anche al fine di stimolare la creazione di una cordata che veda protagonisti finanza e imprenditori italiani con l‘obiettivo di far nascere un polo alimentare nazionale in grado di competere sul mercato globale”, ha aggiunto il ministro.

Il polo nazionale dovrebbe raccogliersi attorno a Intesa Sanpaolo e al gruppo dolciario Ferrero, che però esclude al momento il lancio di un‘Opa totalitaria su Parmalat.

Nel frattempo ha acceso un faro su Parmalat anche l‘Antitrust. Il presidente Antonio Catricalà dice di aver chiesto informazioni al gruppo di Collecchio e a Lactalis per capire se e come cambia il controllo dell‘azienda casearia italiana e verificare se serve una loro notifica all‘Authority.

Verifiche in corso anche da parte dell‘Agenzia delle entrate, che vuole accertare se vi siano le condizioni per tassare in Italia i redditi derivanti dalla cessione delle quote Parmalat e Bulgari a Lactalis e Lvmh.

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