17 marzo 2011 / 15:06 / tra 7 anni

Stress test, possibile soglia oltre 6%, stretta su capitale

di Stefano Bernabei

ROMA/MILANO (Reuters) - Le 88 banche che in Europa sono sottoposte agli stress test potrebbero dover superare una soglia più elevata del 6% di Tier1 indicata lo scorso anno e la stessa definizione di capitale di base potrebbe essere più ristretta.

Lo ha detto a Reuters una fonte finanziaria che sta seguendo gli stress test aggiungendo che ancora “le autorità stanno lavorando per una definizione di capitale di base che possa essere applicato in modo omogeneo tra i vari Paesi”.

La preoccupazione infatti, sottolineata nei giorni scorsi anche da Lorenzo Bini Smaghi, consigliere della Bce, è che un‘applicazione non omogenea tra i vari Paesi esponga i test a nuove critiche sulla loro credibilità, dopo che lo scorso anno solo sette sulle 91 banche avevano fallito la prima prova e nessuna delle sette era irlandese.

“La definizione del capitale di base potrebbe essere più restrittiva, in modo da andare concettualmente in direzione del common equity [previsto da Basilea 3 ma non menzionato esplicitamente nei questionari dati alle banche] e la soglia quest‘anno potrebbe essere più alta del 6%”, ha detto la fonte, senza poter specificare di quanto sarebbe stata elevata l‘asticella.

Le regole di Basilea 3, che entreranno in vigore a regime nel 2019 con un periodo transitorio - grandfathering - che parte dal 2013, definiscono il capitale di base come Common equity Tier1 (CET1) che dovrà essere al 4,5% rispetto alle attività ponderate per il rischio (RWA). A questo si dovrà sommare un 2,5% di buffer di conservazione di capitale (CCB) con una soglia complessiva del 7%.

Una seconda fonte - che conferma lo sforzo di stringere le maglie rispetto alla prima edizione dei test - dice che l‘orientamento è di adottare “il core Tier1”, che sostanzialmente si ottiene dal Tier1 depurandolo delle componenti ibride del capitale, senza elaborare oltre.

Se l‘orientamento fosse di utilizzare un capitale ‘più core’ di quello del Tier1, secondo una terza fonte finanziaria, il perimetro “dovrà essere definito paese per paese”, aprendo a possibili applicazioni disomogenee degli esercizi europei.

“Il problema è che vengano fatte paese per paese con un minimo di coordinamento”, ha detto Bini Smaghi l‘11 marzo in una intervista televisiva ricordando che ora c’è l‘EBA (European banking Authority), presieduta dall‘italiano Andrea Enria, che vigilerà affinché “venga imposta una metodologia simile, in modo serio e rigoroso”.

A proposito della scelta tra Tier1 o Core Tier1 come parametro per definire chi avrà passato il test, una fonte di settore ha spiegato a Reuters che potrebbe esserci una doppia valutazione, ma il faro puntato sui livelli troppo esili del patrimonio di migliore qualità potrebbe non essere pubblico.

“Potrebbe esserci una doppia verifica”, spiega la fonte. “Ma non necessariamente in maniera pubblica”.

Nei giorni scorsi il Financial Times ha ipotizzato che l‘EBA possa individuare una fascia di banche, cosiddetta di “near fail”, cioè che superano il test per il rotto della cuffia, includendovi gli istituti che sono in salvo ma solo entro una percentuale di 1 o 2 punti sopra la soglia minima.

Finora nei questionari e nelle conference con le banche non è stata fatta menzione di questo eventuale doppio binario. Piuttosto c’è un consenso diffuso sul fatto che dal punto di vista normativo si applichino le regole nazionali in vigore.

“Confermo che per la definizione di capitale si applicheranno le norme vigenti, è certamente esclusa da questo Basilea 3. Non è chiaro se, oltre alla CRD2, questo significa anche applicare in parte la CRD3”, ha detto la prima fonte.

Le cinque banche italiane sottoposte allo stress test, Unicredit, Intesa SP, Banca Mps, Ubi e Banco Popolare, hanno tempo fino alla prima decade di aprile per completare i loro esercizi e finora hanno ricevuto il layout per le informazioni da inserire nel test ma non è chiaro se hanno anche tutte le definizioni degli aggregati da applicare nei test.

(hanno contribuito da Milano Valentina Za, Luca Trogni)

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