4 marzo 2011 / 18:06 / tra 7 anni

Rinnovabili, governo apre a banche, imprese dopo proteste

di Alberto Sisto

ROMA (Reuters) - Il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani è tornato su suoi passi. Davanti alle proteste degli operatori e le preoccupazioni del sistema bancario per la revisione degli incentivi alla energie rinnovabili si è detto disponibile ad un incontro.

Lo si legge in una nota arrivata nel pomeriggio dopo che oggi quattro associazioni di settore (Aper, Asso energie future Asso Solare e Gifi) hanno deciso di rivolgersi al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano contro il provvedimento varato ieri dal governo e mentre arrivano le preoccupazioni del mondo bancario.

“La rapida definizione dei nuovi incentivi è la mia priorità, e per questo voglio prima incontrare direttamente i principali protagonisti tra banche e imprese interessate al settore”, dice il ministro in una nota.

“Chi ha già investito è in grado di rispettare la scadenza di entrata in esercizio al 31 maggio e rientrerà come previsto negli incentivi previsti dal 3° conto energia; chi ha intenzione di investire, avrà con il decreto ministeriale di prossima emanazione, un quadro preciso di quote, parametri e livelli di incentivazione per un piano industriale dall‘orizzonte finalmente ampio e non più limitato ad uno o due anni”, conclude il ministro nella nota.

Ma sono proprio queste prospettive che sono state messe sotto accusa questa mattina in una conferenza stampa dalle quattro associazioni di categoria che hanno paventato manifestazioni di piazza, ricorso alla cassa integrazione per i dipendenti e annunciato una richiesta al presidente della Repubblica affinché non firmi il decreto perché giudicato “incostituzionale”.

“E’ impossibile chiudere in così poco tempo gli investimenti: ci hanno ridotto da tre anni a tre mesi i tempi di realizzazione”, ha detto questa mattina Piero Pacchione, membro del comitato direttivo di Aper.

Inoltre le banche denunciano all‘unisono gli operatori davanti ad una prospettiva di revisione degli incentivi e bloccano le pratiche di concessione dei crediti finché non conosceranno i nuovi termini del decreto sugli incentivi.

Una preoccupazione confermata da Pio Forte, energy product specialist di Unicredit Leasing del gruppo Unicrediti nel corso di un convegno. Forte ha confermato “la preoccupazione per l‘impatto del decreto nel mondo bancario” e ha detto che nel settore “si avvertono i primi effetti già da oggi”.

In serata un portavoce del gruppo Unicredit ha però “smentito le preoccupazioni” e ha detto che non sono “previsti incontri dei vertici sul tema”.

Nel corso della riunione odierna è stato anche detto che l‘Abi, l‘associazione bancaria, potrebbe discutere della questione in una riunione il 16 marzo.

Ma vista la disponiblità prospettata dal ministro evidentemente l‘Abi deve aver già chiesto di poter discutere l‘argomento con Romani.

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