23 febbraio 2011 / 08:38 / 7 anni fa

Borsa Milano chiude debole ma banche arginano calo, giù auto

<p>Un trader di borsa REUTERS/Jose Manuel Ribeiro</p>

MILANO (Reuters) - Il tentativo di rimbalzo di Piazza Affari si sgonfia nel pomeriggio e a fine giornata prevalgono le preoccupazioni per le violenze in Nord Africa, che oggi hanno innescato una nuova fiammata del greggio.

La partenza stentata di Wall Street contribuisce a raffreddare gli umori sulle borse europee, anche se Milano riesce a tenersi un passo avanti grazie all‘impostazione positiva dei bancari. Pesanti ribassi nel comparto auto, depresso in tutto il Vecchio continente dalla prospettiva di ulteriori rincari dei carburanti.

L‘indice FTSE Mib chiude in ribasso dello 0,29%, l‘Allshare dello 0,31%. Volumi nel finale pari a circa 3,3 miliardi di euro.

Il benchmark europeo FTSEurofirst 300 perde circa un punto percentuale mentre a Wall Street i cali degli indici sono compresi tra 0,5% e 1%.

* Contrastanti le performance dei titoli legati al petrolio e all‘energia, sensibili alla situazione libica. ENI annulla il tentativo di recupero della mattinata e cede oltre l‘1%, mentre nelle sale operative si ragiona sugli impatti della chiusura del gasdotto GreenStream che porta all‘Italia dalla Libia il gas per coprire circa il 10% dei consumi nazionali.

* Pesante con uno scivolone superiore al 2% SAIPEM a causa delle difficoltà per realizzare infrastrutture in Libia.

* Giù anche EDISON (-1,6%), primo cliente del gasdotto Eni GreenStream, ma secondo i trader oggi penalizzata dalle indiscrezioni di stampa di una “tregua armata sulla governance fra i soci italiani e francesi che fa venire meno l‘appeal speculativo legato alle ipotesi di un‘Opa di Edf”, dice un broker.

* Balza invece del 2,5% ENEL GREEN POWER. “La chiusura di GreenStream avvantaggia le società che producono energia da fonti rinnovabili”, sottolinea un trader. Nel comparto KERSELF, ERGY CAP e FALCK RENEW salgono di oltre il 3%.

* Male FIAT (-1,6%) e FIAT INDUSTRIAL (-1,9%) in un comparto auto europeo decisamente pesante (-3,2% l‘indice di settore). Su Fiat i trader citano anche ragioni tecniche con la violazione di un importante supporto. Giù anche PIRELLI che cede il 2,9%.

* L‘effetto Libia si fa sentire ancora su FINMECCANICA, in calo dell‘1,6%, mentre IMPREGILO oggi si ferma sulla parità.

* Generalmente acquistate le banche, con rialzi nell‘ordine dell‘1,5% per BANCO POPOLARE e intorno allo 0,8% per INTESA SP e UNICREDIT. Quest‘ultima era stata colpita particolaremente nei giorni scorsi dalla crisi libica a causa della presenza nell‘azionariato della Libyan Investment Authority. Il settore in Europa cede lo 0,4%.

* Fuori dal paniere principale TELECOM ITALIA MEDIA brilla con un +4,5% dopo i risultati 2010, che hanno visto l‘Ebitda tornare in positivo, e il piano industriale. La controllante TELECOM ITALIA guadagna lo 0,8%.

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