18 febbraio 2011 / 15:31 / 7 anni fa

Bce, rialzo prestiti indica problemi alcuni paesi

MILANO (Reuters) - Il netto aumento del ricorso da parte delle banche del sistema bancario europeo ai finanziamenti marginali della Bce è la riprova che il mercato monetario non è ancora perfettamente funzionante in alcune delle sue parti. Cosa di cui la Bce è ben consapevole.

<p>IL presidente della Bce Jean Claude Trichet con Mario Draghi, governatore della Banca d'Italia. REUTERS/Stefano Rellandini</p>

Lo ha detto a Reuters una fonte monetaria a commento del dato di oggi sui finanziamenti marginali chiesti dalle banche del sistema euro, riferiti a ieri, e che mostrano ancora un livello ben sopra quello fisiologico a 16 miliardi, in linea con gli elevati 15,8 miliardi del giorno precedente.

“Certamente possiamo dire che il dato non è frutto di un errore tecnico. E’ invece la prova che ci sono alcune aree geografiche nella zona euro che mostrano di avere ancora difficoltà di accesso al mercato credito” ha detto la fonte.

“La Bce offre diversi sportelli di accesso ai finanziamenti, il ricorso ai prestiti overnight è solo uno di quelli, solo un po’ più caro, ma è una scelta delle singole banche”, ha aggiunto.

La Bce offre l‘opportunità alle banche di finanziarsi con operazioni a una settimana, a un mese, a tre mesi e anche, con i rifinanziamenti marginali, a un solo giorno. Per questi ultimi il tasso è attualmente pari all‘1,75% contro l‘1% del tasso principale. Oggi il tasso overnight quota attorno a 0,40/55%. I tesorieri si aspettano a questo punto che l‘attuale importo dei prestiti venga rinnovato di giorno in giorno fino al prossimo rifinanziamento a 7 giorni della Bce di martedì.

“Si tratta di scelte delle singole banche di alcuni paesi che evidentemente non sono riuscite ad approvvigionarsi dei fondi loro necessari direttamente sul mercato e nemmeno attraverso altri finanziamenti meno costosi” dice la fonte.

E’ dallo scoppio della crisi greca nel maggio scorso, seguita da quella irlandese e poi dall‘emergere delle difficoltà in Spagna e in Portogallo che le banche di questi paesi fanno fatica ad accedere direttamente al mercato monetario.

“Non si possono fare nomi di singoli paesi, ma la Bce è consapevole delle difficoltà di alcune paesi periferici ad accedere al credito e al fatto che essi fanno riferimento soprattutto ai finanziamenti della Bce” ha detto la fonte, precisando di contro che “le banche italiane continuano invece ad avere un buon accesso al credito”.

La Bce è attesa dare indicazioni nel corso della conferenza stampa del suo presidente il prossimo 3 marzo sulle eventuali mosse di exit-strategy.

Questa settimana, Guy Quaden, membro del Consiglio direttivo della Banca centrale europea, ha detto che le misure a sostegno della liquidità nella zona euro continuano ad essere necessarie, sebbene - ha aggiunto - non dovrebbero essere considerate permanenti.

Un anno fa la Bce iniziò, prima dello scoppio della crisi greca, una politica di exit-strategy, ritornando per il finanziamento a tre mesi all‘asta a tasso variabile con ammontare ‘indicato’ dalla stessa Bce. Le attese sono quindi che Francoforte possa decidere uno stesso provvedimento anche questa volta.

Ma i numeri delle standing facilities di questi due giorni potrebbero indurre la Bce a rinviare questi provvedimenti più in là nel tempo.

“Il maggior ricorso ai prestiti non è un sintomo di buona salute, la Bce è consapevole” ha aggiunto la fonte.

L‘asta a tre mesi con il meccanismo dell‘asta variabile si è vista una sola volta l‘anno scorso, poichè poi l‘acuirsi della crisi greca spinse la Bce a ritornare sui suoi passi lasciando ancora anche per essa l‘ammontare illimitato. Attualmente il tasso delle scadenze a lunga, viene calcolato sulla media del tasso di riferimento al p/t principale per tutta la durata del finanziamento.

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