16 febbraio 2011 / 10:35 / tra 7 anni

Cina rivoluzionerà il settore delle terre rare

PECHINO (Reuters) - La Cina darà una svolta rivoluzionaria al settore delle terre rare nei prossimi cinque anni. Lo ha detto oggi il premier Wen Jibao, mentre il Paese aumenta i controlli sulla produzione dei metalli di importanza vitale che preoccupano gli importatori.

La Cina, che produce circa il 97% della fornitura globale dei minerali utilizzati per smartphone, motori di auto elettriche ed attrezzature industriali hi tech, ha tagliato le quote di esportazione i circa il 40% lo scorso anno, una decisione che ha allarmato acquirenti e partner commerciali.

Wen ha detto alla riunione di gabinetto che il settore nazionale delle terre rare è stato danneggiato da estrazioni illegali ed esportazioni “caotiche”, pur affermando che la Cina definirà quote “ragionevoli” di volumi di estrazione ed esportazioni.

“Prenderemo piena responsabilità delle risorse nazionali, della produzione e del consumo così come del mercato internazionale, fissando quote annuali ragionevoli per il totale di volumi di estrazione ed esportazione di terre rare”, dice un resoconto ufficiale della riunione pubblicato sul sito del governo centrale.

Secondo il resoconto, Wen ha anche detto che ci vorranno cinque anni alla Cina per creare un settore ordinato ed efficiente nel campo delle terre rare.

La Cina ha esportato 4,738 tonnellate di minerali a dicembre, più del doppio che a novembre, portando il volume esportato nell‘intero anno a 39,813 tonnellate.

La Cina, maggior fornitore mondiale di terre rare, ha provocato timori e disappunto in molti partner commerciali annunciando restrizioni nell‘export di questi minerali, usati nei settori aerospaziale, delle energie rinnovabili e nella fabbricazione di auto elettriche come di molti altri prodotti di alta tecnologia.

Nonostante i volumi esportati dalla Cina siano diminuiti, il valore dell‘export è fortemente aumentato. Lo scorso dicembre le esportazioni sono scese di quasi due terzi rispetto allo stesso mese del 2009, eppure il valore si è quadruplicato a 309,2 milioni di dollari.

Nell‘intero 2010, il valore dell‘export ha raggiunto i 939,7 milioni di dollari, il triplo degli incassi di Pechino nel 2009 (310,1 milioni di dollari).

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