27 gennaio 2011 / 17:21 / tra 7 anni

Fiom, domani sciopero. Landini: Fiat riapra trattative contratto

ROMA (Reuters) - La Fiat riapra la trattativa con il sindacato dopo gli accordi separati sugli stabilimenti di Mirafiori e Pomigliano; Confindustria e Federmeccanica non tentino di cancellare il contratto nazionale.

<p>Una protesta degli operai della Fiat davanti a Mirafiori qualche giorno fa a Torino. REUTERS/Giorgio Perottino</p>

Sono questi i messaggi lanciati oggi dal leader della, Fiom Maurizio Landini, nel comizio conclusivo dello sciopero indetto in Emilia Romagna dai metalmeccanici Cgil, prova generale di quello che si svolgerà domani in tutte le altre regioni italiane.

“E’ bene che l‘amministratore delegato Fiat, Sergio Marchionne, riapra le trattative perché gli accordi di Pomigliano e Mirafiori non siamo disponibili ad accettarli e li combatteremo con tutti gli strumenti possibili”, ha detto Landini annunciando altre forme di mobilitazione da decidere nelle prossime settimane e ribadendo l‘invito alla Cgil ad arrivare allo sciopero generale di tutti i lavoratori.

La Fiom è l‘unico sindacato metalmeccanico a non aver siglato con il Lingotto gli accordi che dettano le nuove condizioni di lavoro negli stabilimenti di Mirafiori e Pomigliano, per applicare i quali la Fiat ha costituito due newco che, non applicando il contratto nazionale, sono fuori dal perimetro di Confindustria. Gli accordi prevedono maggiore flessibilità dei turni, degli orari, e dell‘uso degli straordinari, inaspriscono le regole sulla malattia e limitano le pause. L‘intesa su Mirafiori prevede poi che il sindacato non firmatario perda il diritto alla rappresentanza.

La leader della Cgil, Susanna Camusso, che ha concluso insieme con Landini la manifestazione di Bologna, non si è sbilanciata sullo sciopero ma ha difeso lo strumento del contratto nazionale e il diritto costituzionale dei lavoratori a scegliere liberamente il proprio sindacato, invitando il governo ad aprire subito un tavolo per discutere i piani della Fiat.

Al ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, che oggi ha definito “politico” lo sciopero Fiom, Landini ha risposto che “lui e il suo governo sono venuti meno al loro ruolo politico, scegliendo di fare i tifosi delle imprese piuttosto che una politica industriale che salvaguardi il lavoro come valore e questione nazionale”.

Federmeccanica, che sta già discutendo con Fim-Uilm-Fismic-Ugl contratti specifici sul settore auto, ha anche proposto di considerare in alcuni casi la possibilità di sostituire il contratto nazionale con quello aziendale.

Landini poi ha rivolto un invito a Fim e Uilm a smettere di siglare accordi separati che hanno come risultato quello di cancellare la “possibilità dei lavoratori di scegliere i loro rappresentanti” e un avviso a Confindustria e Federmeccanica qualora, inseguendo il modello Fiat, volessero cancelllare il contratto nazionale: “Fiom metterà in campo tutte le iniziative necessarie per riconquistare il contratto nazionale”.

Domani saranno 21 le manifestazioni regionali e provinciali organizzate dalla Fiom, in concomitanza con lo sciopero, in tutte le Regioni italiane. “Il lavoro è un bene comune: da Pomigliano a Mirafiori difendiamo ovunque contratto e diritti”, lo slogan. Landini terrà il comizio conclusivo in Piazza Duomo, a Milano.

(Francesca Piscioneri)

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