24 gennaio 2011 / 10:44 / tra 7 anni

G20, Sarkozy illustra agenda, focus su materie prime

PARIGI (Reuters) - Nell‘illustrare la nuova agenda del Gruppo dei Venti capitanato da Parigi il presidente francese Nicolas Sarkozy sollecita le prime economie mondiali a trovare un‘intesa su nuove misure per contenere la volatilità sul mercato delle materie prime, altrimenti il rischio sono sollevazioni popolari legate al costo degli alimentari.

<p>Il presidente francese Nicolas Sarkozy. REUTERS/Jean-Marc Loos</p>

Rivolgendosi a circa 300 diplomatici e giornalisti riuniti all‘Eliseo, Sarkozy si dice inoltre favorevole a un‘imposta sulle transazioni finanziarie, misura che definisce una “questione morale” pur ammettendo che la proposta ha molti nemici.

“Vogliamo una regolamentazione dei mercati finanziari delle commodities” dice l‘inquilino dell‘Eliseo, presidente di turno del G20.

“Che senso ha dare delle regole ai mercati monetari e non a quello delle materie prime? Se non facciamo nulla rischiamo che nei paesi più poveri nascano rivolte del pane con un effetto molto sfavorevole sulla crescita economica globale” aggiunge.

Il presidente francese ha stabilito per l‘agenda del G20 tre punti chiave, tra cui far fronte alla volatilità dei prezzi delle materie prime, esplorare la possibilità di modifiche al sistema monetario globale e riformare la governance economica globale.

Il presidente ha nelle ultime settimane incontrato i colleghi G20, tra cui lo statunitense Barack Obama e il cinese Hu Jintao, per ottenere sostegno all‘agenda francese e capire quanto Parigi possa realisticamente ottenere nel corso della presidenza.

Sembra però che Sarkozy abbia ottenuto pochi appoggi all‘idea di stabilire un nuovo sistema secondo uno schema simile a quello di Bretton Woods, la disciplina del mercato dei cambi nata sulle ceneri della seconda guerra mondiale e principalmente organizzata intorno al dollaro.

“La Francia non vuole mettere in discussione il ruolo del dollaro” dice alla stampa, rispondendo indirettamente alle forti resistenze finora espresse da Washington.

Nemmeno la proposta transalpina di creare per i G20 una nuova cornice monetaria permanente parallela a Fondo monetario internazionale e a Banca mondiale sembra aver trovato alleati. Sarkozy ha dunque deciso di spostare il focus sulle commodities, argomento che potrebbe rivelarsi vincente anche per le presidenziali dell‘anno prossimo.

FRANCIA INDICA RESPONSABILITA’ SPECULATORI

Nel corso del 2010 in Europa il prezzo del frumento è quasi raddoppiato, mentre la ripresa economica globale ha provocato un‘accelerazione di quasi 30% nelle quotazioni del greggio soltanto negli ultimi quattro mesi dell‘anno scorso.

Primo produttore Ue di grano, la Francia accusa la speculazione finanziaria di aver contribuito alla spirale rialzista sui prezzi delle materie prime agricole, tema su cui invece gli analisti si dividono in più fronti.

I responsabili di politica monetaria temono che l‘incremento dei prezzi alimentari si rifletta in inflazione, protezionismo e nel tipo di sollevazioni popolari viste nelle ultime settimane in Algeria e Tunisia.

I rincari alimentari potrebbero avere riflessi negativi anche sulle spese dei consumatori nei paesi emergenti a crescita economica più veloce che stanno guidando la ripresa della congiuntura globale.

“Il bisogno alimenta la speculazione che a propria volta alimenta il bisogno” dice Sarkozy, precisando che obiettivo della Francia è la regolamentazione - non l‘abolizione - del mercato dei derivati sulle commodities.

“Non esiste mercato senza regole - è questa la verità” aggiunge.

Il mese scorso Michel Barnier, commissario Ue incaricato della riforma finanziaria, ha proposto una stretta sugli speculatori nel settore delle materie prime sulla falsariga di Washington, intervenuta pre prevenire bruschi rincari nel settore alimentare.

Già ministro francese per l‘Agricoltura, Barnier chiede agli operatori maggiore trasparenza sulle posizioni, un limite sul controvalore delle transazioni e nuovi poteri delle autorità di supervisione contro la speculazione.

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