13 gennaio 2011 / 10:10 / tra 7 anni

Fiat, Camusso: Fiom resterà a Mirafiori dopo referendum

MILANO (Reuters) - Sulla vicenda Fiat il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha abdicato alle sue funzioni e fa solamente spettacolo e la Fiom rimarrà in fabbrica qualunque sia l‘esito del referendum di Mirafiori.

<p>Il segretario generale della Cgil Susanna Camusso. REUTERS/Tony Gentile</p>

Lo ha detto il segretario generale della Cgil Susanna Camusso a margine del convegno “Geco, le giornate dell‘economia cooperativa” a Milano, commentando le dichiarazioni rilasciate ieri da Berlusconi durante la conferenza stampa congiunta con il cancelliere tedesco Angela Merkel.

“Se si guarda alla coreografia, lo spettacolo lo fa il presidente del Consiglio; a fianco del premier di quel paese che ha detto no (a Marchionne ndr) perchè non dà abbastanza garanzie”, ha detto Camusso.

Rispondendo a chi chiedeva se Fiat avrebbe spostato i nuovi investimenti all‘estero in caso di “no” al referendum, Camusso ha commentato: “Una domanda che farei al presidente del Consiglio che da tempo ha abdicato alle sue funzioni”.

Su Mirafiori, “non diamo all‘AD di Fiat il potere di cambiare la storia del nostro paese, non diciamo sciocchezze, qualunque sarà la decisione la Fiom resterà in fabbrica”, ha detto Camusso.

L‘accordo per lo stabilimento di Mirafiori prevede che le rappresentanze sindacali siano riservate ai soli firmatari dell‘intesa. Fiom è l‘unica sigla a non aver firmato l‘accordo.

Il referendum sui nuovi contratti di lavoro per gli addetti degli stabilimenti Fiat di Mirafiori, che darà il via libera a investimenti per un miliardo di euro per la produzione di Suv Alfa-Jeep, si apre stasera alle 22 e termina domani alle 17.

Camusso apre alla possibilità di una firma tecnica da parte della Fiom al fine di migliorare l‘accordo successivamente.

“La storia del sindacato è quella di organizzare rapporti di forza per migliorare le condizioni delle persone”, ha detto. “Quei lavoratori che fanno questa riflessione stanno pensando alla nostra storia”.

In merito alle assemblee organizzate ieri dai capi reparto Fiat per spiegare l‘accordo, Camusso ha commentato: “è un indice di nervosismo dell‘azienda che tra l‘altro non è assolutamente rispettosa delle regole”.

Camusso non ha voluto fare previsioni sull‘esito del referendum. “Vorrei non partecipare a un terno al lotto che mi pare irrispettoso dei lavoratori”, ha dichiarato.

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