13 gennaio 2011 / 09:14 / tra 7 anni

Prysmian, Cfo: non sarà quotata anche ad Amsterdam

MILANO (Reuters) - Prysmian non intende essere quotata anche ad Amsterdam una volta completata l‘acquisizione della più piccola concorrente Draka.

<p>Il logo di Draka ad Amsterdam. REUTERS/Michael Kooren</p>

Lo ha detto, nel corso di un incontro con la stampa internazionale, il Cfo Pier Francesco Facchini, spiegando che l‘obiettivo della società è ottenere l‘intero controllo di Draka ed eventualmente delistarla.

“Il nostro obiettivo è acquisire il 100% di Draka il più velocemente possibile”, ha dichiarato Facchini.

“Escludo una doppia quotazione; non abbiamo intenzione di quotare Prysmian da nessun‘altra parte che a Milano”, ha aggiunto.

Sulla stampa era emersa l‘ipotesi di una doppia quotazione.

Prysmian ha un target di adesioni all‘offerta dell‘85%, ma potrebbe rinunciare a questa condizione e potrebbe procedere ad uno “squeeze-out” se raggiungesse il 95%. Ha anche l‘opzione di un periodo di adesione di ulteriori due settimane dopo la chiusura ufficiale dell‘Opa il 3 febbraio.

Facchini vede pochi rischi di una contromossa su Draka dopo che la cinese Xinmao ha rinunciato a lanciare un‘offerta più alta. “C’è un rischio molto basso di un‘altra offerta per via dei tempi”, dice il manager.

Il principale azionista di Draka, Flint, che possiede il 48,5%, ha aderito all‘offerta.

Facchini ha escluso che Prysmian possa diventare a sua volta un target nel lungo periodo, una volta incorporata Draka. “Non è realistico. Un‘offerta su Prysmian richiederebbe 5 miliardi di euro tra due anni”.

Prysmian ha oggi una capitalizzazione di 2,6 miliardi di euro, Draka vale circa 870 milioni.

Dopo Draka, Prysmian non vede altre grandi operazioni nel breve termine per consolidare un settore frammentato. “E’ un‘operazione che richiederà l‘attenzione del management per i prossimi 2-3 anni. Questo non significa che non si possano fare operazioni di M&A, per esempio di nicchia”, ha spiegato.

Quanto ai risultati, Facchini ha ribadito i target 2010 dati a novembre e ha spiegato che le prime indicazioni per il 2011 sono buone, anche se i prezzi restano sotto pressione. “I volumi per i cavi per costruzioni e di medio voltaggio stanno riprendendo. E’ cominciato nel secondo trimestre 2010 ed è stato confermato nei due trimestri successivi”. Gli ordini per i cavi ad alto voltaggio sottomarini e terrestri sono a un massimo storico di 1,5 miliardi di euro, ha aggiunto, senza dare indicazioni sulla politica di dividendo.

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