29 dicembre 2010 / 09:21 / 7 anni fa

Zona euro, M3 novembre 1,9%, prestiti privati 2%

<p>Un logo dell'euro. REUTERS</p>

LONDRA (Reuters) - Il lungo calo anno su anno dei prestiti alle imprese della zona euro è rallentato fin quasi a fermarsi in novembre, rafforzando le speranze di un aumento del credito per favorire la ripresa economica della regione.

I dati della Banca centrale europea pubblicati oggi hanno mostrato prestiti alle imprese in rialzo di 11 miliardi di euro su mese, rispetto al calo di 10 miliardi del mese di ottobre, lasciando sono un calo dello 0,1% rispetto allo stesso periodo di un anno fa.

“Questa è una buona notizia, un passo nella giusta direzione. Fa sperare che le banche della zona euro possano essere sempre più disposte a dare alle imprese ciò che percepiscono essere meno rischioso” ha detto Howard Archer, economista di IHS Global Insight.

“Il dato indica anche che c’è stato un aumento limitato delle aziende che hanno cercato di prendere prestiti per finanziare gli investimenti e i piani di business, in reazione al recente miglioramento dell‘attività”.

I prestiti al settore privato nel complesso sono aumentati del 2,0% su anno, sopra le attese degli economisti di un +1,5% e sopra l‘1,5% registrato nel mese di ottobre.

I dati per i prestiti a chi compra casa, visti dagli economisti come un potenziale indicatore anticipatore delle tendenze dei prestiti, sono però meno promettenti e mostrano un rallentamento della concessione di mutui ipotecari e prestiti alle famiglie.

I dati hanno anche sottolineato l‘assenza di significative pressioni sui prezzi nella zona euro, rafforzando le aspettative degli economisti che la Bce non alzerà i tassi di interesse ufficiali almeno fino alla fine del prossimo anno.

La media mobile a tre mesi della crescita di M3 all‘1,3% rimane ben sotto il tasso di riferimento della Bce del 4,5%, al di sopra del quale la banca vede pericoli per la stabilità dei prezzi a medio termine.

Tuttavia, ci sono segni che potrebbe arrivare una leggera pressione.

La massa monetaria M3, una misura della liquidità immediatamente disponibile per le spese, che la BCE vede come un indicatore anticipatore per l‘inflazione, è salita dell‘1,9% su base annua, sopra le attese di un aumento del 1,5%.

L‘inflazione in Germania, il motore industriale della zona euro, inoltre ha mostrato oggi un aumento sopra le attese.

Se si considerano poi le cifre in calo dei prezzi nei paesi alle prese con i problemi di debito, come l‘Irlanda, viene fuori come le economie siano a due velocità nella zona euro, fatto che porta difficoltà per la Bce a trovare la giusta politica monetaria.

Per la tabella fare clic su [ID: nLAD005147].

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