28 dicembre 2010 / 16:58 / 7 anni fa

Derivati, Lazio cita in giudizio 11 banche,chiede 83 mln

ROMA (Reuters) - La Regione Lazio ha reso noto di aver citato in giudizio 11 grandi banche per ottenere il risarcimento di 82,86 milioni di euro di costi che ritiene le siano stati addebitati illecitamente su operazioni in derivati.

La decisione è l‘ultima di una serie di azioni legali intentate da autorità locali italiane contro le banche con l‘accusa di averle indotte a sottoscrivere contratti derivati finanziariamente non equi.

“Abbiamo deciso di avviare un‘iniziativa giudiziale nei confronti delle istituzioni finanziarie controparte nei suddetti contratti, volta al ristoro di quanto illecitamente percepito”, si legge in una nota della Regione trasmessa ieri e pubblicata oggi parzialmente sul sito www.regione.lazio.it.

“In data 20 dicembre abbiamo depositato per la notifica atto di citazione a carico di 11 gruppi bancari chiedendo la condanna delle stesse a risarcire alla Regione Lazio il complessivbo importo di 82.859.083 euro”.

La cifra è riferita al periodo dal 1998 al 2007 anno dopo il quale un provvedimento del ministero dell‘Economia ha ristretto l‘uso di tali strumenti finanziari agli enti territoriali.

La ripartizione dei presunti “costi occulti” rilevati dalla Regione è la seguente: Merrill Lynch 11,2 milioni, UBS 28,7 milioni, UniCredit 3,2 milioni, Citigroup 11,8 milioni, Deutsche Bank 0,2 milioni, JP Morgan 3,3 milioni, Dexia 8,5 milioni, Lehman Brothers 7,3 milioni (novata verso Dexia), Bnl 1,3 milioni, Depfa Bank 3,2 milioni, Barclays 2,7 milioni.

Nessun commento alla notizia da parte di Bank of America-Merrill Lynch, Bnl, Deutsche Bank, JP Morgan e UniCredit. Gli altri istituti non sono risultati immediatamente disponibili per un commento.

Secondo la Regione - guidata dalla presidente del Pdl Renata Polverini - tali contratti “presentavano un‘elevata propensione al rischio incompatibile con la necessità di mera coperatura dei tassi di interesse e di cambio”.

A oggi su un capitale nominale complessivo di 2,7 miliardi di euro, i contratti derivati generano per il Lazio una rata annuale di rimborso di circa 270 milioni di euro, di cui 143 milioni di soli interessi passivi.

Il procedimento sarà teso ad evidenziare: la responsabilità contrattuale degli adviser, la responsabilità extra-contrattuale di tutte le controparti bancarie, per avere indotto la Regione, con comportamenti ingannevoli, a sottoscrivere contratti derivati non equilibrati e il conseguente danno, finanziario e patrimoniale.

La settimana scorsa la Guardia di Finanza di Firenze ha sequestrato 22 milioni di euro presso sei banche nell‘ambito di una inchiesta della procura fiorentina che ipotizza il reato di truffa aggravata in merito a derivati siglati da istituti di credito con la Regione Toscana e quattro comuni della regione tra cui Firenze.

Le somme sequestrate rappresenterebbero i profitti illecitamente accumulati dalle banche. La stima delle perdite degli enti pubblici è invece di circa 123 milioni, per un danno potenziale complessivo, ancora da accertare, di 145 milioni.

Il sequestro ha interessato la sede di Dublino di Merrill Lynch International per 15 milioni di euro, le filiali londinesi di Deutsche Bank e UBS Investment Bank per 1,7 milioni circa, la parigina Natixis per circa 2,2 milioni, la romana Dexia-Crediop per 634.000 euro e il Monte dei Paschi di Siena per 750.000 euro.

Al centro dell‘attenzione è poi il processo in corso a Milano che oppone il Comune di Milano a Ubs, Deutsche Bank, Depfa e JP Morgan, accusate di frode per uno swap su tassi d‘interesse su un bond dal valore di 1,68 miliardi di euro. Le banche coinvolte in questo caso hanno respinto ogni accusa.

L‘esposizione degli enti pubblici italiani in derivati è stimata attorno ai 40 miliardi di euro di nozionale. Secondo alcuni economisti le perdite supererebbero i sei miliardi di euro. In base alle ultime indicazioni ufficiali del Tesoro, risalenti oramai al 2008, sarebbero 594 gli enti che hanno siglato un contratto di finanza derivata per un nozionale di 35,6 miliardi di euro. Secondo analisti ed esperti di settore sarebbe decisamente superiore tuttavia il numero di enti coinvolto.

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