22 dicembre 2010 / 08:05 / tra 7 anni

South Stream, Poli: Eni ci sarà se studio fattibilità positivo

MILANO (Reuters) - Eni prenderà la decisione finale di partecipare alla costruzione del gasdotto South Stream, che porterà il gas russo in Europa via Balcani byapassando l‘Ucraina, solo se le analisi sullo studio di fattibilità avranno esito positivo, mentre la separazione societaria delle rete del gas da Eni “è superata dai fatti”.

<p>Il presidente dell'Eni Roberto Poli durante una conferenza stampa a Milano. REUTERS/Daniele La Monaca</p>

A dirlo è il presidente dell‘Eni, Roberto Poli, in una lunga intervista a Il Sole-24 Ore nella quale il manager affronta diversi temi che riguardano la major italiana.

“A oggi Eni è impegnata con Gazprom a realizzare uno studio di fattibilità tecnica, commerciale, economica e finanziaria. Solo se le analisi avranno esito positivo, Eni assumerà la decisione finale di partecipare alla costruzione del gasdotto”, dice Poli sottolineando che la condizione inderogabile per la partecipazione dell‘Eni al progetto è “l‘economicità e la sua finanziabilità”.

Eni e Gazprom hanno sottoscritto una jv venture per realizzare la parte a mare del gasdotto che attraverserà il Mar Nero. Nel progetto dovrebbero entrare anche la francese Edf e la tedesca Wintershall. Il secondo tratto, quello onshore è diviso in due tronconi, in direzione Nord e direzione Sud.

Quanto all‘ipotesi di separare la rete del gas di Snam Rete Gas dal gruppo, per Poli “è un‘ipotesi superata dai fatti. Eni ha ridotto la sua quota di mercato del gas in Italia da circa il 90% del 2000 al 39% del 2010...ormai la tesi della separazione, magari plausibile 7-8 anni fa, è superata”.

Domani, annuncia Poli, l‘Ad, Paolo Scaroni, incontrerà a Mosca il suo omologo di Gazprom Alexei Millei per rinegoziare i costi degli accordi take or pay sulla fornitura del gas a lungo termini in scadenza al 2035. Alla domanda se Eni chiederà uno sconto a Gazprom, alla luce della divaricazione dei prezzi creatasi fra quelli spot applicati sui mercati internazionali e quelli derivanti dai contratti a lunga scadenza, Poli risponde così: “Le rinegoziazioni dei contratti di fornitura sono una costante di questa industria e le nostre relazioni cinquantennali con Gazprom ci rassicurano in tal senso”.

Infine, secondo Poli, “Eni è e resta indipendente” rispetto alle indicazioni del governo e non “risultano” al presidente dell‘Eni tensioni con il dipartimento di Stato Usa per i rapporti privilegiati fra Italia e Russia in tema di energia, come riportato dai file di Wikileaks nei giorni scorsi.

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