17 dicembre 2010 / 16:25 / tra 7 anni

E-bond, Italia chiede approfondimento, Merkel contraria

Di Giuseppe Fonte

<p>Il cancelliere tedesco Angela Merkel, il presidente romeno Traian Basescu e il premier Silvio Berlusconi ieri al metteing del partito Popolare Europeo vicino a Bruxelles. REUTERS/Francois Lenoir</p>

BRUXELLES (Reuters) - Silvio Berlusconi chiede di approfondire l‘idea di emissioni comuni europee, nonostante l‘opposizione della Germania di Angela Merkel.

Rilanciati recentemente dal presidente dell‘Eurogruppo Jean-Claude Juncker e dal ministro dell‘Economia italiano, Giulio Tremonti, gli E-bond avrebbero il pregio, secondo alcuni analisti, di rappresentare un deterrente efficace alla speculazione contro singoli Stati in difficoltà finanziaria.

“Per ora la proposta ha suscitato una reazione negativa di Angela Merkel e anche [il presidente francese Nicolas] Sarkozy ha delle perplessità ma io ho fatto una richiesta precisa di approfondire questa proposta ed è una proposta che deve maturare”, ha detto Berlusconi incontrando i cronisti al termine del Consiglio europeo a Bruxelles.

“Riteniamo che sia un sistema ottimo che potrebbe dotare l‘Unione europea di una liquidità di importanza pari ai bond americani”, ha aggiunto.

La Germania non li vuole perché creare E-bond significa che tutti i Paesi della Zona euro finanzierebbero una parte del loro debito e condividerebbero un rating di credito. Berlino, che è l‘emittente di riferimento nella zona euro e gode del più basso costo del debito grazie alla sua forza economica, dovrebbe quindi cedere parte del suo credito e pagare maggiori interessi sui titoli.

MERKEL CONTRARIA MA SE NE E’ PARLATO A CENA LEADER

Di contro, i Paesi con le finanze pubbliche meno solide trarrebbero vantaggio da minori interessi sul debito.

La Merkel ha detto prima della riunione che il tema dei bond targati zona euro non sarebbe stato all‘ordine del giorno ma la speranza si è rivelata vana.

“E’ stata una delle prime cose proposte durante la cena e che ha dato il via ad un dibattito molto forte”, ha detto un diplomatico europeo a conoscenza delle discussioni.

“Penso che Angela Merkel sia rimasta un pò sorpresa dalla quantità di sostegno che l‘idea sta raccogliendo”, ha detto un altro diplomatico.

Tuttavia, anche da un punto di vista pratico, rimane improbabile che l‘E-bond possa diventare realtà in tempi brevi.

Se una parte del debito dell‘intera zona euro venisse emessa congiuntamente - e Juncker e Tremonti hanno proposto fino a un 40% del debito totale - ciò richiederebbe un sistema europeo unico di gestione del debito.

Esso sarebbe situato molto probabilmente presso l‘ufficio per la gestione del debito della Germania, che ha una maggiore esperienza e ha i numeri per gestire l‘emissione di fondi.

Alle domande dei cronisti, il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, ha sottolineato di non avere un parere preciso sull‘argomento aggiungendo che “le idee valide devono maturare e bisogna vagliarle con cura”.

“Non si fa l‘interesse delle buone idee divulgandole troppo presto”, ha continuato Van Rompuy.

Il premier spagnolo Jose Luis Zapatero si è limitato a dire, invece, che non è il momento giusto per parlarne.

Il tempo dirà se il progetto è perseguibile ma quando si tratta dell‘Unione europea, quasi nulla è garantito senza il sostegno tedesco.

-- Ha collaborato Gabriella Bruschi da Milano

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