14 dicembre 2010 / 14:01 / 7 anni fa

Governo, Btp e Piazza Affari non reagiscono a fiducia

MILANO (Reuters) - Il premio al rischio sui Btp rispetto ai Bund tedeschi è rimasto stabile in risposta al voto della Camera sulla mozione di sfiducia al governo di Silvio Berlusconi, che è stata respinta per soli tre voti.

<p>la sede della Borsa a Milano. REUTERS/Stefano Rellandini</p>

Poco dopo le 16 si muove in leggero rialzo l‘indice principale di Piazza Affari, in un primissimo momento piatto, dove la reazione più vivace agli sviluppi politici è quella del titolo MEDIASET, in rialzo di circa 4,4% a 4,69 euro dopo una punta intraday a 4,715.

Alla stessa ora la forchetta di rendimento tra il decennale Btp marzo 2021 e l‘equivalente scadenza dei Bund è indicata sulla piattaforma TradeWeb a 161 punti base, sui livelli della chiusura precedente e sui minimi di seduta, rispetto a 165 tick nel momento dell‘esito della votazione.

“Il mercato guarda ai macro-trend, come la crisi del debito della zona euro, e tende, per il momento, a lasciare in secondo piano i fattori locali”, commenta Luca Cazzulani strategist di UniCredit.

Ben più penalizzante del voto di fiducia per l‘Italia, fa notare lo strategist, è stata in mattinata un‘asta di titoli a breve per la Spagna, a causa della quale il differenziale a dieci anni tra Bono spagnolo e Bund si è divaricato di nove centesimi.

Come atteso, il governo ha ottenuto la maggioranza in Senato ma l‘esito risicato del voto alla Camera non risolve la situazione di instabilità in cui da tempo versa l‘esecutivo.

Parere sostanzialmente unanime degli osservatori dei mercati finanziari sembra comunque che un margine tanto sottile metta in ogni caso l‘esecutivo in condizioni in cui è difficile, se non legiferare, portare avanti una qualsiasi strategia di politica economica.

Gestore di Horatius, Giulio Battisti sottolinea come l‘esito del voto non rappresenti alcun tipo di svolta in un‘ottica di medio, lasciando anzi l‘Italia a rischio di attacchi speculativi in caso di nuove tensioni sul debito dei paesi extra-core.

“Nel medio periodo questo scenario non è il migliore possibile. Cambiamenti non ce ne sono stati, prosegue la situazione di stallo di una politica che non è propositiva per il recupero dell‘economia” spiega.

Simile il parere dell‘economista Barclays Capital Fabio Fois, secondo cui al di là del clima di instabilità politica che permane gli investitori guarderanno però soprattutto alla una politica di bilancio che si è finora dimostrata relativamente solida.

“ [...] Crediamo che il mercato si concentrerà sulla politica fiscale che resta stabile, a meno che il governo non faccia qualcosa che spinga a dubitare che i tagli programmati vengano attuati. In caso contrario i mercati dovrebbero continuare, come stanno facendo, a dare fiducia al debito italiano” osserva.

Anche tra gli operatori secondario prevale l‘idea che a muovere i mercati sia difficilmente un passaggio politico almeno in parte da tempo prezzato.

L‘esito del voto odierno evita al Paese di scivolare nell‘immediato in una situazione ancora più confusa, ma non è detto che il problema non si ripresenti più avanti, dicono alcuni analisti.

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