10 dicembre 2010 / 11:07 / 7 anni fa

Cemento, Ue avvia procedura antitrust anche in Italia

BRUXELLES (Reuters) - La Commissione Europea ha annunciato l‘apertura di una procedura nell‘ambito dell‘indagine su diversi gruppi cementieri in dieci paesi dell‘Unione, compresa l‘Italia, sospettando che abbiano fatto cartello e bloccato importazioni ed esportazioni.

L‘apertura dell‘inchiesta fa seguito alle ispezioni eseguite dalla Commissione in diverse società del settore nel settembre dello scorso anno e nel novembre 2008.

“La Commissione intende investigare in particolare eventuali restrizioni sulle importazioni/esportazioni, coordinamento sulla determinazione dei prezzi nei mercati per il cemento e i prodotti collegati”, ha detto l‘esecutivo Ue in una nota.

Le autorità Ue hanno precisato che l‘inchiesta riguarda Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Spagna, Regno Unito e interessa il cemento, prodotti a base di cemento e altri materiali.

La Commissione non fa riferimento alle società coinvolte ma la svizzera Holcim, la francese Lafarge,la tedesca HeidelbergCement, l‘italiana Buzzi Unicem e la sua controllata tedesca Dyckerhoff hanno tutte confermato di essere soggette all‘indagine.

A queste si aggiunge il colosso messicano Cemex che ieri ha detto di essere stato sottoposto alle indagini Ue con l‘ipotesi di aver fatto cartello, negando ogni accusa.

Anche HeidelbergCemen ha negato le accuse.

“HeidelbergCement sta collaborando con la Commissione europea fornendo, in diverse occasioni, materiale (per aiutare le indagini”, si legge in un comunicato. La società ha aggiunto di essere fiduciosa di potere dimostrare l‘infondatezza delle accuse.

Lafarge ha detto di essere stata chiamata in causa nell‘indagine ma, citando parte del testo della lettera ricevuta dalla Commissione Ue, ha evidenziato il fatto che il procedimento non implica alcuna prova di infrazione.

Holcim ha confermato di essere sotto indagine ma non ha voluto fare ulteriori commenti.

Anche Buzzi Unicem ha detto che sta collaborando con la Commissione fornendo le informazioni richieste che riguardano il periodo 2000-2010. La società piemontese fornirà i chiarimenti relativi all‘Italia, mentre la controllata Dyckerhoff darà le risposte riguardanti le attività in Belgio, Repubblica Ceca, Germania, Lussemburgo e Olanda.

La Commissione può sanzionare le società con multe fino al 10% del loro fatturato globale per violazione delle regole antitrust Ue.

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