1 dicembre 2010 / 08:59 / tra 7 anni

Italia, Pmi manifattura novembre rallenta su contrazione ordini

MILANO (Reuters) - Rallenta più delle attese l‘espansione del comparto manifatturiero italiano a novembre, indebolito per la prima contrazione da settembre 2009 dei nuovi ordini e per l‘occupazione, che si contrae per il quarto mese di fila.

Questa la fotografia scattata dall‘indagine mensile condotta tra i responsabili acquisti di settore a cura di Markit e Adaci.

L‘indice Pmi generale scende a quota 52,0 dal 53,0 del mese precedente, sotto la mediana delle attese raccolte da Reuters che ipotizzava un valore di 52,6.

Il risultato comunque resta per il tredicesimo mese di fila sopra quota 50, valore che fa da spartiacque tra contrazione ed espansione.

Le imprese intervistate registrano per il quattordicesimo mese consecutivo una crescita della produzione.

Il sottoindice dei nuovi ordini nel mese appena trascorso vede una modesta contrazione, scendendo a 49,8 da 51,1. “Secondo le imprese intervistate, la diminuzione è stata provocata dalla debole domanda e dai pochi ordini ricevuti dal settore pubblico”, spiega il rapporto mensile Markit/Adaci.

Continua invece per il tredicesimo mese di fila la crescita della domanda estera, anche se a un ritmo più lento, come non si vedeva dallo scorso aprile.

L‘aumento del costo delle materie prime va a impattare sui prezzi d‘acquisto, con un‘ulteriore accelerazione della voce ‘input’ a un massimo da cinque mesi, e su quelli di ‘output’, ai massimi da agosto 2008.

Continua, seppur più limitatamente per effetto del calo degli ordini, l‘attività di acquisto delle imprese.

La combinazione di questi fattori, inflazione per le materie prime ed espansione degli acquisti, portano a una inversione di tendenza per le giacenze del materiale produttivo, tornate a crescere per la prima volta dicembre 2008.

Dei tre sottosettori monitorati - ovvero i manufatturieri italiani di beni di consumo, di investimento e di beni intermedi - sono stati i secondi a registrare l‘aumento maggiore della produzione e gli unici a vedere un aumento degli ordini, verosimilmente influenzato dalla componente estera.

Per i beni di consumo, i volumi di produzione sono aumentati per il settimo mese consecutivo e al tasso più forte da agosto, con il settore che tuttavia sconta nuovi ordini invariati e la prima diminuzione sul fronte estero.

Crolla infine per la prima volta da ottobre scorso la produzione del terzo comparto, quello dei beni intermedi, riflettendo la contrazione più marcata nei nuovi ordini degli ultimi diciotto mesi.

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