23 novembre 2010 / 15:16 / 7 anni fa

Basilea, Carosio: su Italia impatto da Dta, partecipazioni

ROMA (Reuters) - L‘impatto più rilevante per le banche italiane con le nuove regole di Basilea III verrà dalla deduzione delle partecipazioni in società di assicurazione e delle attività per imposte anticipate (Dta).

Lo ha detto il vicedirettore generale di Bankitalia Giovanni Carosio in una audizione al Senato sulle nuove regole di Basilea III.

“L‘impatto più significativo della riforma verrà, per le banche italiane, dalla deduzione delle partecipazioni in società di assicurazioni e delle attività per imposte anticipate, generate dai limiti molto restrittivi imposti dalla nostra disciplina fiscale su svalutazioni e perdite su crediti”, si legge nell‘intervento di Carosio.

“Il problema delle deduzioni è stato attenuato durante la trattativa ma tuttavia è rimasto significativo”, ha detto Carosio.

Il dirigente di Bankitalia ha ricordato che nel corso del negoziato sulla definizione delle regole, sono state proposte da Bankitalia modifiche “su scelte che ci sono apparse deboli sul piano economico o in grado di rendere ingiustificatamente più disagevole il terreno di gioco per le banche italiane”.

Carosio cita in proposito proprio il “trattamento delle attività fiscali differite, delle partecipazioni in società di assicurazioni e degli interessi di minoranza” e dice che la proposta finale del Comitato di Basilea attenua molto questi effetti: “si tratta di un significativo miglioramento rispetto alla formulazione originaria. Anche gli interessi di terzi in società comprese nei gruppi bancari saranno dedotti solo parzialmente”.

Più in generale, Carosio ricorda che “anche per le banche italiane l‘impatto non sarà trascurabile. Esse mostrano livelli medi di patrimonializzazione che, sebbene in aumento, sono meno elevati nel confronto internazionale, anche in conseguenza dei significativi aiuti pubblici ricevuti da molte banche di altri paesi”.

In ogni caso, dice il vice direttore generale di Bankitalia, “secondo calcoli preliminari, che tengono conto anche di stime della futura capacità di reddito, le banche italiane saranno in grado di muovere verso livelli di patrimonio più elevati con gradualità, continuando ad assicurare il necessario sostegno alle imprese”.

Viene poi ribadito che potrà essere necessario per le banche italiane anticipare le misure di rafforzamento patrimoniale legate all‘inizio delle nuove regole nel 2013, perché i mercati tendono a scontare già ora quegli aggiustamenti e perchè altre grandi banche internazionali si stanno muovendo con operazioni sul mercato.

“Bisognerà tenere conto di questo effetto di comparazione”, ha detto Carosio. Lo stesso discorso vale per le misure di riduzioni di costo che servono per migliorare la redditività.

“Resta il fatto che sono state avviate [dalle banche estere] operazioni di riduzione dei costi significativi ed è difficile sottrarsi alla necessità di fare qualcosa di analogo anche in Italia”.

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