10 novembre 2010 / 11:21 / 7 anni fa

Ue, piano energetico da mille miliardi di euro per rilancio rete

BRUXELLES (Reuters) - Il responsabile dell‘energia dell‘Unione Europea ha svelato oggi un piano per investire mille miliardi di euro nel prossimo decennio in una rete energetica condivisa Ue per rafforzare la solidarietà e contenere la crescente dipendenza dall‘importazione di combustibili fossili.

Il commissario Ue per l‘Energia Guenther Oettinger ha detto che gli interessi angusti delle capitali nazionali hanno prevalso per troppo tempo, e ha chiesto ai leader europei di sostenere il suo piano per l‘unità al primo summit Ue dell‘energia il prossimo 4 febbraio.

La sua richiesta è giunta il giorno dopo che l‘Agenzia internazionale per l‘Energia ha previsto che il totale globale delle forniture petrolifere raggiungerà il picco attorno al 2035, quando i prezzi supereranno i 200 dollari al barile, innescando una gara per fonti energetiche alternative.

“Per avere un‘economia efficiente, competitiva e a basso consumo di combustibili fossili dobbiamo europeizzare al nostra energia e concentrarsi su poche ma pressanti priorità”, ha detto Oettinger in una dichiarazione.

“Nei prossimi dieci anni, ci sarà bisogno di investimenti complessivi in infrastrutture energetiche nell‘Ue per mille miliardi di euro”, ha aggiunto. La somma verrà sia dai contribuenti che dalle stesse aziende energetiche.

Una priorità principale è quella di collegare le reti di gas ed elettricità dei 27 Paesi Ue, “in modo che nessuno resti a secco come è accaduto quando le importazioni del gas russo attraverso l‘Ucraina sono rimaste bloccate per tre settimane di gelo nel gennaio 2009”, ha detto la Commissione in una dichiarazione.

La strategia sarà sostenuta da leggi future, assieme con incentivi a favore di proprietari di case e autorità locali per rinnovare edifici pieni di dispersione di calore per ridurre le bollette energetiche.

L‘idea di un‘infrastruttura unita per l‘Europa non è nuova, come non lo è quella di liberalizzare i mercati per il gas e l‘elettricità che vi affluiscono. Ma l‘impegno di Oettinger al concetto non è mai stata garantita visto che la Germania, suo paese d‘origine, ha fatto forti pressioni di lobbying nel 2008 per indebolire la legislazione.

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