9 novembre 2010 / 12:02 / 7 anni fa

Italia contro piano Ue su divieto crediti emissioni Co2

MILANO (Reuters) - L‘Italia respinge il piano dell‘Unione europea per vietare dal 2013 il tipo più comune di credito sulle emissioni di anidride carbonica all‘interno del sistema europeo di scambio delle quote di emissioni.

<p>L'Italia respinge il piano dell'Unione europea per vietare dal 2013 il tipo pi&ugrave; comune di credito sulle emissioni di anidride carbonica all'interno del sistema europeo di scambio delle quote di emissioni.REUTERS/David Gray</p>

Lo ha dichiarato il Ministero del‘Ambiente, aggiungendo che queste limitazioni potrebbero minacciare investimenti e mercato.

Ci si attende che la Commissione Ue annuncerà questo mese una proposta per vietare l‘uso dei crediti nei progetti per la distruzione di gas industriali (HFC-23 e N20).

“L‘Italia ritiene che la proposta della Commissione europea per la limitazione dell‘uso dei crediti all‘interno del sistema europeo di scambio delle quote di emissione derivanti dai progetti per la distribuzione di gas industriali, di fatto equivale a cambiare le regole in corsa”, ha dichiarato a Reuters il ministero.

Le industrie europeee finora hanno utilizzato il sistema dei crediti per ridurre i costi che dovrebbero sostenere per adeguarsi ai limiti sulle emissioni di anidride carbonica.

Il sistema attuale consente alle società di ottenere dei crediti sulle emissioni nei paesi avanzati a fronte del pagamento per tagli di emissioni effettuati nei paesi in via di sviluppo: un‘alternativa più economica rispetto a ridurre le proprie emissioni.

L‘Italia preferisce un approccio diviso in fasi, nel quale i progetti in corso possano ancora continuare a vendere i crediti fino alla fine del loro primo “periodo di crediti” in base al Protocollo di Kyoto sostenuto dall‘Onu, che per alcuni continuerà diversi anni oltre il 2012.

Il piano europeo richiederà l‘approvazione a maggioranza degli stati membri della Ue e diversi paesi si potrebbero mobilitare al fianco dell‘Italia, secondo le dichiarazioni di fonti governative e industriali raccolte da Reuters la settimana scorsa.

I limiti all‘utilizzo dei crediti nello schema di scambio di emissioni (ETS) devono essere circoscritti ai nuovi progetti registrati dal panel Onu dopo il 2012, secondo quanto ha dichiarato il ministero.

L‘ETS limita le emissioni di gas che contribuiscono al riscaldamento globale, ma consente alle società di ottenere crediti sulle emissioni.

La maggioranza dei discussi crediti sulle emissioni vengono generati in Cina e in India. La Commissione Ue vuole riformare lo schema per includere più progetti da paesi meno sviluppati.

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