5 novembre 2010 / 14:57 / 7 anni fa

Fiat, dopo spinoff Auto a 35-45% valore di gruppo

di Stefano Rebaudo

MILANO (Reuters) - La parte Auto di Fiat, che debutterà il 3 gennaio 2011 alla borsa di Milano insieme a Fiat Industrial, avrà un valore pari al 35-45% circa del totale del gruppo.

Questa l‘opinione di sei analisti sentiti da Reuters, che collocano le loro stime sulla parte Auto tra il 36 e il 47% del totale. Il settimo, Morgan Stanley, a causa di una valutazione più positiva sull‘auto vede una divisione 59% Fiat e 41% Fiat Industrial.

In relazione al flusso di notizie sul gruppo, naturalmente, le valutazioni sono comunque soggette a variazioni in questo finale di anno.

Ci sono due elementi che oggi portano a conclusioni anche molto differenti: la stima del valore di Chrysler, legato alle attese sui tempi per il turnaround e per l‘aumento della partecipazione di Fiat; l‘andamento del mercato europeo che in questo ultimo anno non ha prodotto margini per il gruppo.

Un analista di una broker house italiana preferisce attendere i risultati Chrysler previsti il 9 novembre. L‘AD Sergio Marchionne ha già detto che è scontata una revisione al rialzo degli obiettivi del gruppo Usa.

Le valutazioni sulla Fiat di oggi vanno da poco meno di 12 euro per azione a 17,3 euro di Banca Leonardo, che con un report del 3 novembre parla dell‘attesa fusione Fiat Chrysler e, in seconda battuta, di un‘ulteriore integrazione con GM. In borsa venerdì il titolo tratta sotto i 13 euro.

VALUTAZIONE CHRYSLER VOLATILE

Morgan Stanley che ha un target a 17 euro per tutto il gruppo indica una valutazione di Chrysler a 3,6 euro e ritiene che Fiat arriverà alla maggioranza del gruppo automobilistico prima del 2013. La banca immagina la possibilità di una rinegoziazione dei termini per anticipare i tempi.

L‘accordo prevede che Fiat possa salire oltre il 50% della società Usa tra il 2013 e il 2016, una volta che la società avrà pagato il debito con il Tesoro Usa.

“Fiat Auto potrebbe faticare a raggiungere la nostra valutazione, ‘somma delle parti’ nel breve termine”, dice un report del 3 novembre. Morgan Stanley sollecita però gli investitori a “trattare questo come un‘opportunità d‘acquisto” e mette in luce che senza Chrysler “Fiat Auto tratta a 3 volte l‘Eps atteso per il 2012”.

Marchionne da parte sua ha rassicurato che per la società americana il cambio di passo dell‘Amministrazione Usa, con la Camera passata in mano saldamente repubblicana, non farà cambiare i risultati.

Il prezzo delle due nuove società verrà determinato dal mercato a inizio delle quotazioni, il 3 gennaio 2011. Non ci saranno valori di riferimento fissati dalle autorità di borsa.

JP Morgan Cazenove valuta Fiat come un‘entità unica e non come somma delle parti. “Facciamo questo perchè non vediamo la possibilità che il gruppo venga diviso nelle sue parti nel breve termine”, dice un report della banca.

Secondo JP Morgan Cazenove, Fiat salirà a oltre il 50% di Chrysler non prima del 2013 e, per le possibili novità legate a Ferrari - il gruppo non ha escluso un‘Ipo - bisognerà aspettare un paio d‘anni.

La banca confronta Fiat con PSA Peugeot Citroen e indica un multiplo EV Sales al 15%, che incorpora un premio per l‘esposizione di Fiat al Brasile.

JP Morgan ha un target a 12 euro con l‘Auto a 4,3 euro.

PESA ANCHE INCERTEZZA MERCATO EUROPA

Secondo Barclays, che valuta la parte Auto intorno a 5 euro, il valore del settore automobilistico Europa è di soli 1,7 euro per azione. Se la riorganizzazione avesse successo si potrebbero aggiungere altri 3 euro, quindi con spazi di rialzo del 60%.

Sono diverse le incognite che pesano sulla parte Auto. Innanzitutto l‘andamento del mercato il prossimo anno sul quale non sembrano esserci indicazioni particolarmente positive.

A inizio ottobre l‘AD Sergio Marchionne ha detto che in questa situazione di mercato non vale la pena lanciare nuovi modelli e che attende quindi fine 2011 e inizio 2012 per prendere iniziative in questa direzione.

Questo sposta in avanti le attese di una ripresa in Europa.

Fabio Iannelli di Kepler, che ha una valutazione di Industrial a 6,6 euro e complessiva sul titolo a 11,6 euro, in un report dei giorni scorsi conferma la visione neutrale e prevede un flusso di notizie contenuto da qui a fine anno.

“Lo spinoff ci sonsentirà di rimanere investiti solo nella parte Industrial e in questo caso potremmo prendere una posizione positiva su Fiat Industrial”, aggiunge.

Fiat Industrial controllerà Iveco, Cnh e Powertrain e giovedì 3 novembre S&P ha assegnato un rating preliminare “BB+” sul credito corporate di lungo della società industriale.

L‘outlook è negativo, per la convinzione del‘agenzia che la ripresa del settore possa non essere sufficiente per migliorare i ratio di protezione del credito entro fine 2011.

Da Torino è stato detto finora che la parte auto avrà il 40% circa del debito netto industriale di 5 miliardi e liquidità per 10 miliardi, Fiat Industrial il 60% del debito industriale e liquidità per circa 3 miliardi.

I bond rimarranno in capo alle società che li hanno emessi, e il debito legato ai servizi, principalmente Cnh se si escludono le joint venture per i servizi finanziari di Fiat e Iveco, rimarranno dove sono.

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