5 novembre 2010 / 14:52 / 7 anni fa

Zona Euro, giochi politici e rischi nei paesi periferici

di Peter Apps

LONDRA (Reuters) - I governi dei paesi alla periferia della zona euro stanno offrendo con poca grazia a elettori, parlamentari e opposizione una difficile scelta: o ci sostenete o si va verso le elezioni anticipate, il collasso politico e la disfatta del mercato finanziario.

Questo lascia gli investitori con la minaccia di periodiche crisi politiche in uno qualsiasi, o tutti, tra i paesi che sono stati ribattezzati in modo offensivo PIIGS (‘maiali’) - Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia, Spagna - che potrebbero far muovere bruscamente i rendimenti dei bond e l‘euro.

“Ovviamente da un punto di vista politico ha senso sfidare l‘opposizione o l‘elettorato per farti cadere - e sperare che non lo facciano perché l‘alternativa è troppo orribile”, ha detto David Lea, analista per l‘Europa occidentale per Control Risks. “Ma continuerà a preoccupare gli investitori”.

Il primo ministro greco George Papandreou sta facendo quello che gli analisti definiscono un gioco pericoloso nel cercare sostegno in vista delle prossime elezioni locali. Minaccia di anticipare le politiche nel caso gli elettori decidano di punire pesantemente il partito socialista, ora al governo, nel voto del 7 e del 14 novembre.

In Irlanda il governo userà qualsiasi colpo politico che ha in canna per far sì che il bilancio 2011 riesca a passare a dicembre, nonostante la sua coalizione di maggioranza rischi di restare tale per appena due seggi dopo le prossime elezioni suppletive.

In Portogallo il governo ha risolto gran parte dei suoi problemi di bilancio vincendo mercoledì il voto sulle linee guida generali della legge finanziaria 2011, con l‘opposizione di centro destra dei social democratici che ha acconsentito ad astenersi. Ma il leader del partito ha minacciato che passera comunque il provvedimento al microscopio prima del voto finale del 26 novembre.

Tutti e tre i governi sperano di riuscire a usare la minaccia di una fuga veloce e dannosa degli investitori per far passare le difficili riforme. Nessuno, sperano, sarà intenzionato a innescare una crisi che potrebbe condurre un paese sull‘orlo della bancarotta e oltre.

Ma alcuni dei voti sono tutto fuorchè scontati e i mercati sono stati comunque spaventati. Le proeccupazioni hanno contribuito a spingere lo spread tra i bond irlandesi e tedeschi a livelli record, come anche è salito bruscamente quello tra Atene e Berlino.

Per quanto indeboliti, danneggiati e poco apprezzati possano essere i governi dei paesi più indebitati della zona euro, gli analisti ritengono che nuove elezioni renderebbero la situazione peggiore.

IL RISCHIO DI UNA ‘BELGIFICAZIONE’ DEL MEDITERRANEO

“Se ci fossero elezioni in quasi tutti questi paesi, non scommetteri sulla vittoria scontata dell‘opposizione”, ha detto Lea. “Si potrebbe finire con un Mediterraneo come il Belgio - e questo non sarebbe un fatto buono per nessuno”.

Il Belgio è senza un governo dalle elezioni parlamentari di giugno, innervosendo leggermente gli investitori che vorrebbero vederlo contenere il suo deficit di bilancio.

Ma su lui la pressione del mercato è molto meno immediata che sui PIIGS.

Ci sono differenze marcate tra i paesi. Il partito socialista portoghese di centro-sinistra è sopravvissuto alle elezioni dello scorso anno, ma ha perso la sua maggioranza di governo.

I Socialisti in Grecia sono stati eletti solo lo scorso anno, mettendoli in parte nelle condizioni di dare la colpa ai loro predecessori per le sventure finanziarie greche e per le conseguenti misure di austerità.

In Irlanda il Fianna Fail, al governo dal 1997, non ha questo lusso. Secondo i sondaggi verrà travolto nelle elezioni dell‘anno prossimo.

La prospettiva di elezioni tranquille e del passaggio di potere non turba particolarmente i mercati: il bilancio 2011, quello chiave, sarà stato approvato e tutti e tre i principali partiti si sono impegnati a voler ridurre il deficit. Ma se il bilancio non superasse la prova del voto, il governo collassasse e ci fosse un vuoto politico a sorpresa prima delle elezioni, sarebbe tutta un‘altra questione.

Ciononostante la maggior parte degli analisti si aspetta che il governo sopravviva - in parte perché l‘opposizione Fianna Gael potrebbe preferire che sia l‘attuale governo a subire il danno politico per il nuovo regime di austerità.

Mentre le tensioni politiche in questi tre paesi dovrebbero continuare nei prossimi mesi a influenzare i prezzi degli asset, in particolare dei titoli di Stato, alcuni ritengono che il vero pericolo arriverà l‘anno prossimo.

ITALIA E SPAGNA. LE PROSSIME?

“La politica al momento non ha un bell‘aspetto in Portogallo, Grecia e Irlanda, ma si tratta principalmente di rumore e ostentazione”, ha detto Ian Bremmer, a capo della società di consulenze sui rischi politici Eurasia Group.

“In termini macro europei questi tre paesi sono piccoli e contenibili in caso di crisi. I due che potrebbero causare un rischio sistemico sono Spagna e Italia. Entrambi per ora non hanno problemi ma il 2011 potrebbe essere particolarmente movimentato”.

Il primo ministro spagnolo José Louis Rodriguez Zapatero ha aggirato l‘ostacolo principale del bilancio 2011 con il sostegno del partito nazionalista basco, evitando un voto di sfiducia e le elezioni anticipate.

Tensioni potrebbero riaffacciarsi anche l‘anno successivo con la corsa ai sondaggi nel 2012, sebbene alcuni sospettano che l‘opposizione possa preferire di evitare la forzatura di elezioni anticipate lasciando le misure di austerità a Zapatero.

L‘Italia ha finora evitato il genere di pressione dei mercati al quale sono stati sottoposti finora gli altri periferici della zona euro e sprea che, grazie al suo pacchetto di misure di austerità, potrà evitare crisi simili.

Ma questo potrebbe cambiare in particolar modo se la persistente contrapposizione tra il premier Silvio Berlusconi e il suo ex alleato chiave e presidente della Camera Gianfranco Fini dovesse esplodere di nuovo, magari portando il paese a elezioni anticipate l‘anno prossimo.

Per ora sia l‘Italia sia la Spagna sono assai meno sotto pressione rispetto agli altri PIIGS, con lo spread tra il decennale italiano e quello tedesco intorno ai 165 punti base, mentre quello Spagna/Germania è a quota 205, rispetto ai 550 dell‘Irlanda e i 900 della Grecia.

La maggior parte degli analisti comunque si aspetta di venire ingozzato da storie politiche l‘anno prossimo.

“In termini di zona euro sembra che la storia della Grecia non ci lascerà mai e che i riflettori si sposteranno di volta in volta sugli altri paesi”, ha detto Lea. “Settimana scorsa era il Portogallo, questa settimana L‘Irlanda. La prossima, chi lo sa?”.

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