4 novembre 2010 / 17:53 / tra 7 anni

Fiat, Marchionne: mai detto che lascio Italia. Pomigliano al via

ROMA (Reuters) - L‘amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, conferma che i conti del gruppo automobilistico torinese, senza la parte italiana, sarebbero migliori, ma precisa di non aver mai minacciato di lasciare l‘Italia.

<p>Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat e del gruppo Chrysler in una foto dell'aprile scorso. REUTERS/Paolo Bona</p>

Il manager - parlando a margine dell‘incontro di oggi con il ministro dello Sviluppo Paolo Romani - ha poi detto alla giornalista che aveva posto la domanda: “Lei è andata oltre le mie parole”.

Il numero uno del gruppo Fiat ha annunciato di considerare conclusa la discussione sulle nuove relazioni sindacali per il settore e di aver dato il via libera all‘investimento per Pomigliano.

Le domande hanno preso il via dalle dichiarazioni fatte da alcuni rappresentanti sindacali della Fiom che ieri hanno detto che su Pomigliano il gruppo industriale non ha dato nessuna certezza.

MARCHIONNE VEDE ANCHE BERLUSCONI, CISL E UIL

Marchionne - che oggi ha visto anche il presidente del consiglio Silvio Berlsuconi e i leader di Cisl e Uil - ha risposto: “Non c’è nessuna incertezza: abbiamo un accordo sottoscritto dai sindacati, quello [sulle relazioni industriali] a Pomigliano è un discorso chiuso. Noi abbiamo già incominciato a investire”.

La tempistica del progetto prevede, ha spiegato il numero uno di Fiat, che nel 2011 “incominceremo a richiamare i lavoratori, secondo una certa progressione”.

L‘investimento, nei piani del gruppo automobilistico, sarà tale da “garantire l‘assorbimento degli organici attuali di Pomigliano”.

Il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, ha reso noto di aver incontrato oggi Marchionne insieme con il numero uno di Cisl, Raffaele Bonanni. L‘AD di Fiat si sarebbe impegnato a discutere presto del rilancio di Mirafiori. “L’incontro è stato positivo. Nel corso del colloquio è stato anche affrontato il capitolo del programma per il rilancio dello stabilimento di Mirafiori, argomento sul quale la Fiat ha manifestato la sua disponibilità ad entrare nel merito già nelle prossime settimane”, si legge in una nota Uil.

Marchionne, non preoccupato dall‘andamento negativo del mercato - sta “andando come dalle nostre previsioni” - si è detto soddisfatto di come si muove oltre oceano la Chrysler che ha visto crescere le vendite “del 37% negli Stati Uniti e del 6% in Canada”.

Secondo il manager, la caduta sul mercato italiano, che in ottobre ha sfiorato il 40%, è la conseguenza del venir meno degli incentivi, tagliati sui segmenti in cui “Fiat è più forte: il gpl e il metano. Non è un problema di macchine piccole, ma di tecnologia”.

Romani per parte sua ha annunciato di voler incontrare i sindacati del settore e ha spiegato che durante l‘incontro odierno Marchionne “non ha chiesto nuovi incentivi, perché il manager non crede in un mercato drogato”.

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