3 novembre 2010 / 19:14 / 7 anni fa

UniCredit, lungo pomeriggio riunioni cruciali per Rampl

MILANO/FRANCOFORTE (Reuters) - E’ stato un lungo pomeriggio di riunioni quello di UniCredit oggi, incontri che potrebbero essere cruciali per determinare il futuro del presidente Dieter Rampl nella banca.

In agenda il comitato strategico, ufficialmente convocato per preparare il Cda del 9 novembre sui conti del terzo trimestre, il comitato nomine, che avrebbe dovuto tracciare il profilo del nuovo responsabile del Corporate & Investment Banking, e un comitato remunerazioni.

In serata alcuni membri dei diversi comitati - tra cui Anthony Wyand e Carlo Pesenti - sono stati visti uscire dalla sede di Piazza Cordusio, senza, ovviamente, rilasciare alcuna dichiarazione. Ha già lasciato la sede della banca anche l‘AD Federico Ghizzoni.

Che le riunioni odierne potessero essere decisive per il futuro del presidente Dieter Rampl all‘interno dell‘istituto, è stato ribadito a più riprese da fonti tedesche vicine alla situazione già nei giorni scorsi.

Il banchiere tedesco - secondo quanto riferito oggi da due fonti vicine alla controllata Hvb - sarebbe determinato a lasciare. “Rampl lascerà. Non oggi, forse non questa settimana ma probabilmente nel prossimo Cda e in uno dei successivi”, dice una delle fonti.

Fonti italiane anche oggi gettano invece acqua sul fuoco. Una di esse definisce addirittura ‘spazzatura’ le voci sulle dimissioni di Rampl. Una seconda spiega che un‘eventuale decisione verrà nel caso presa in prossimità dell‘assemblea di bilancio della prossima primavera e non nell‘immediato.

Anche Ghizzoni stamane, in un‘intervista all‘Handesblatt, ha dichiarato di non avere segnali che Rampl lasci e che i suoi rapporti con il presidente “sono eccellenti”.

Il nodo del contendere sta nella mission futura di UniCredit: la nomina di un unico direttore generale, nella persona di Roberto Nicastro, sposta il focus verso il retail e la banca commerciale a scapito dell‘investment banking e della parte internazionale.

Proprio i timori di un ridimensionamento di investment banking e internazionalizzazione - peraltro smentito a più riprese da Ghizzoni - preoccuperebbe Rampl, unitamente alla delusione per la mancata nomina del suo pupillo Sergio Ermotti a direttore generale, accanto a Nicastro. E proprio su questi temi Rampl avrebbe chiesto oggi chiarimenti nel comitato strategico.

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