3 novembre 2010 / 15:54 / tra 7 anni

Italease, rinviato a giudizio ex-AD Faenza

MILANO (Reuters) - Il gup Fabrizio D‘Arcangelo oggi ha rinviato a giudizio Massimo Faenza, ex- AD di Italease -- società ora del gruppo Banco Popolare -- nel procedimento stralcio dell‘inchiesta sui derivati.

Il processo inizierà il prossimo 17 gennaio.

Insieme a Faenza -- accusato di truffa, aggiotaggio, falso in bilancio e ostacolo alle autorità di vigilanza -- sono state rinviate a giudizio altre tre persone, due delle quali all‘epoca dei fatti manager di Deutsche Bank, che ha confermato “la piena fiducia nell‘integrità e professionalità dei nostri dipendenti”.

“Riteniamo che le nostre argomentazioni siano fondate e saranno dimostrate nel corso del procedimento giudiziario”, si legge in una nota della banca tedesca.

Rinviato a giudizio anche Riccardo Azzali, socio di Deloitte&Touche. La società, che era accusata in base alla legge 231 sulla responsabilità delle società, è stata prosciolta.

In una nota, Deloitte “esprime ad un tempo soddisfazione per essere stata prosciolta dalle imputazioni mosse nei suoi confronti e rammarico per il rinvio a giudizio del suo Socio Riccardo Azzali”.

La società “ribadisce ancora una volta con forza la piena fiducia nella professionalità di Azzali nella conduzione dell‘incarico di revisione del bilancio 2006 di Banca Italease ed è fiduciosa che all‘esito del processo non potrà che essere riconosciuta la piena correttezza dell‘operato del suo Socio”.

L‘ex-direttore generale di Italease Antonio Ferraris ha invece patteggiato una condanna a due anni.

PER ITALEASE MULTA DA 1,8 MILIONI E CONFISCA DI 64,2

Italease, giudicata invece con rito abbreviato, è stata condannata al pagamento di una multa da 1,8 milioni di euro e alla confisca di 64,2 milioni di euro.

Banco Popolare in una nota diffusa in serata ha fatto sapere che farà ricorso.

“Nel ribadire che Banca Italease costituisce ad ogni effetto il danneggiato dalla condotta infedele di taluni propri ex dirigenti in associazione con soggetti esterni alla banca, anticipa che, non appena saranno note le motivazioni, proporrà ricorso per la riforma del provvedimento che appare profondamente ingiusto e ingiustificatamente penalizzante per chi ha subìto solamente pregiudizio da condotte di terzi, nella convinzione che le proprie ragioni non mancheranno d‘essere accolte”, si legge nella nota.

Faenza, nel procedimento principale sul collocamento dei derivati, è stato condannato in primo grado il mese scorso a sette anni di reclusione per associazione a delinquere finalizzata all‘appropriazione indebita.

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