3 novembre 2010 / 11:23 / tra 7 anni

Fiat, Sacconi: investimento Pomigliano sarà fatto da Newco

ROMA (Reuters) - L‘investimento per portare la produzione della nuova Panda a Pomigliano sarà fatto da una nuova società del gruppo Fiat.

<p>Una Fiat 500 esposta in una fiera REUTERS/Jacky Naegelen</p>

Lo ha detto il ministro del Welfare Maurizio Sacconi uscendo dall‘incontro che si è tenuto al ministero del Lavoro per valutare la richiesta del gruppo automobilistico di accedere alla cassa integrazione in deroga.

L‘incontro si è chiuso con la firma di tutte le organizzazioni sindacali, con esclusione della Fiom, sull‘accordo per la cig in deroga.

“L‘investimento sarà fatto da una nuova società”, ha risposto il ministro ai giornalisti che chiedevano se l‘azienda avesse spiegato le motivazioni che l‘hanno spinta a richiedere per i propri dipendenti l‘accesso alla cassa in deroga piuttosto che alla cig straordinaria, così come previsto per gli accordi sottoscritti a Pomigliano in giugno.

La cassa straordinaria, finanziata con contributi di aziende e sindacati, può essere richiesta per fronteggiare situazioni di crisi e portare a termine ristrutturazioni industriali.

La cassa in deroga, finanziata da governo e enti locali, è destinata a garantire un contributo al reddito per quei lavoratori che non hanno diritto agli ammortizzatori sociali.

La nuova società dovrebbe essere la Fipo (Fabbrica Italia Pomigliano), di cui è diventato amministratore delegato Sergio Marchionne in luglio.

Nel verbale dell‘incontro è previsto che la Fiat anticiperà il trattamento ai dipendenti. Nel corso dell‘incontro l‘azienda ha detto che la cig in deroga servirà come una sorta di ponte in vista del riassorbimento “fino a saturazione” dei circa 5.000 dipendenti di Pomigliano.

Giorgio Airaudo, responsabile per l‘auto della Fiom, uscendo dell‘incontro ha detto che la sua organizzazione non ha firmato il verbale d‘intesa “perchè non garantisce i lavoratori e costituisce un pericoloso precedente perchè lascia pensare che da oggi gli imprenditori possono scegliersi il personale e i contratti che preferiscono”.

Il riferimento è all‘ipotesi che Fiat, dopo aver chiesto un nuovo contratto e creato la nuova società, possa lasciare nella vecchia, “utilizzandola come una bad company dipendenti o attività”, ha detto ancora il sindacalista.

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