2 novembre 2010 / 12:08 / 7 anni fa

Alitalia, AD per merger con Air France, Berlusconi frena

* Sabelli ha detto a Vespa che raccomanderà una fusione - anticipazioni libro

<p>Un aereo Alitalia decolla a Fiumicino. la foto &egrave; del 23 dicembre 2008. REUTERS/Chris Helgren</p>

* Italiani potrebbero essere secondo azionista dopo Stato francese, secondo Sabelli

* Berlusconi dice che Alitalia deve rimanere italiana

ROMA (Reuters) - Nel 2013, quando la cordata italiana chiamata a raccolta da Silvio Berlusconi per tutelare l‘italianità di Alitalia potrà vendere le proprie quote, le sarà raccomandato di fondersi con Air France-Klm.

E’ quanto ha rivelato a Bruno Vespa l‘amministratore delegato Rocco Sabelli, secondo le anticipazioni del libro del giornalista Rai diffuse oggi alle agenzie insieme al giudizio negativo di Berlusconi sulla possibilità che la guida di Alitalia passi in mani straniere.

Sabelli ha detto a Vespa: “La mia opinione personale, che trasformerò in una raccomandazione agli azionisti, è di costruire un merger tra le due compagnie per confluire in un aggregato più grande”.

No comment da parte di un portavoce di Air France alla notizia.

Dopo aver spiegato che il governo francese ha il 14% di Air France e il personale il 12%, Sabelli avrebbe aggiunto: “Non è detto che i nostri soci non possano avere una partecipazione sull‘aggregato, se non superiore a quella del primo azionista, almeno del secondo, in modo da mantenere a un livello rilevante il peso della proprietà italiana”.

Ma, tiene a sottolineare il giornalista Rai: “E’ il passaggio sotto il controllo di un azionista straniero che non convince il presidente del Consiglio”.

ALITALIA DEVE RIMANERE ITALIANA

“Alitalia dovrà rimanere italiana”, avrebbe detto Berlusconi secondo le anticipazioni del libro “Il cuore e la spada. 1861-2011” in uscita il 5 novembre.

Nel 2008, Alitalia era sull‘orlo della bancarotta e il governo di centrosinistra di Romano Prodi aveva individuato in Air France il candidato più adatto a rilevarla.

Ma Prodi fu sfiduciato dal Parlamento e Berlusconi, già in campagna elettorale, decise che non era nell‘interesse del Paese che Alitalia passasse a un gruppo estero.

Dopo aver vinto le elezioni, Berlusconi sollecitò e favorì il passaggio del pacchetto di controllo di Alitalia dallo Stato a un gruppo di imprenditori privati. Ad Air France fu consentito di entrare con una quota di minoranza del 25% circa del capitale.

Presidente di Alitalia diventò il patron della Piaggio Roberto Colaninno.

Secondo i critici Berlusconi, per guadagnare voti, avrebbe pubblicizzato i costi del risanamento di Alitalia pur sapendo che in un prossimo futuro Alitalia dovrà comunque finire sotto l‘ombrello di un gruppo più grande per sopravvivere.

Sabelli ha confermato a Vespa che nel 2011 la compagnia dovrebbe raggiungere il break even, tornando ad assicurare i collegamenti aerei diretti con Rio de Janeiro e con la Cina, e realizzando una progressiva integrazione funzionale con Air France e, per le rotte transatlantiche, con l‘americana Delta.

Secondo i dati forniti da Sabelli a Vespa al 30 settembre 2010 i dipendenti della compagnia erano saliti a 14.701 rispetto ai 14.146 del 2009.

L‘incremento riguarda soprattutto gli assistenti di volo (3.719 contro i 3.293 dell‘anno precedente), mentre i piloti (1.627) hanno perso una quarantina di unità e il personale di terra (9.355) ne ha guadagnate circa 180.

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