29 ottobre 2010 / 12:50 / tra 7 anni

Italia, prezzi armonizzati ottobre 2% ma non preoccupano

MILANO (Reuters) - Cresce più delle attese l‘inflazione in Italia in ottobre, a causa soprattutto del rialzo a sorpresa dei prezzi nei settori di ricreazione/spettacolo e di alberghi/ristoranti, il che potrebbe anche essere visto come segnale di una timida ripresa della domanda. Il dato armonizzato Ue, sebbene più volatile, tocca la soglia del 2% per la prima volta in oltre due anni, appena oltre, quindi al tetto fissato dalla Bce.

<p>Commessa in un negozio a Roma nel dicembre 2009. REUTERS/Alessia Pierdomenico</p>

Gli economisti ritengono tuttavia che l‘inflazione sia ancora sotto controllo e che, anzi, potrebbe vedere un nuovo calo nella primavera prossima.

In generale il rialzo, che si accompagna a quello medio per la zona euro a 1,9%, non dovrebbe spingere la Bce ad alzare i tassi, almeno fino alla fine dell‘anno prossimo, dicono gli economisti. Obiettivo della Bce è di mantenere l‘inflazione su livelli inferiori, ma prossimi al 2%.

Se si scorporano gli effetti imputabili alla stagionalità -- dice l‘Isae in nota stamane --, tra agosto e ottobre il Cpi risulterebbe all‘1,4% su anno, mentre era intorno all‘1,6% nel trimestre precedente e a 2% nella scorsa primavera.

RINCARO SETTORI DI VACANZE E PASSATEMPI

In Italia nel mese di ottobre a portare il tendenziale annuo Nic all‘1,7% da 1,6% di settembre sono stati soprattutto gli aumenti a sorpresa dei prezzi dei settori ricreazione/spettacolo (+0,5% su mese) e alberghi/ristoranti (+0,7%).

“L‘andamento dei prezzi di questi comparti va valutato nei prossimi mesi: il rialzo di questo mese potrebbe indicare solo un cambiamento della stagionalità che quindi potrebbe rientrare successivamente” dice Marco Valli, economista di Unicredi Mib.

Mentre, letta da un‘altra angolazione, la ripresa dei prezzi di questi settori “potrebbe essere un primissimo segno di una timida ripresa della domanda interna” dice Paolo Mameli, economista di Intesa SanPaolo.

Qualche tensione si vede anche nel settore di alcolici/tabacchi (+1,6%) “per via del rincaro una tantum delle sigarette del 2% scattato ad ottobre” dice Giovanna Barbera, economista di Ref.

Mentre il fattore stagionale è alla base del rialzo del settore istruzione (+1%). In calo invece il settore dei trasporti “per l‘allentamento del prezzo dei carburanti” dice Mameli e quello delle comunicazioni “più soggetto ad andamenti volatili” aggiunge.

SOSTENUTA INFLAZIONE CORE, IPCA A MASSIMO 2 ANNI

“Quella che resta sostenuta è l‘inflazione core, anche superiore a quella della media della zona euro a causa delle solite ragioni italiane legate ai ritardi strutturali e alla bassa compatitività” dice Luigi Speranza, economista di Bnp Paribas che vede l‘inflazione core all‘1,6%. Per Istat l‘inflazione di fondo (senza energia e alimentari freschi) cresce dell‘1,5% in termini tendenziali dal +1,4% di settembre.

Il dato armonizzato Ue, quello che viene utilizzato per il calcolo della media europea guardata dalla Bce è salito al 2%, il livello più alto dopo il +2,4% del dicembre 2008.

Nonostante tale dato richiami l‘attenzione per via del target della Bce, “in Italia va preso con le pinze in quanto molto più volatile rispetto a quello di altri paesi” dice Valli.

Già altri paesi nella zona euro sono al o sopra il 2%, dal Portogallo (2%) alla Spagna (2,2%), dal Belgio (2,9%) alla Grecia (5,7%), secondo gli ultimi dati disponibili.

INFLAZIONE RESTA CONTENUTA, NON DOVREBBE PREOCCUPARE BCE

Gli analisti comunque in generale non vedono pressioni sull‘inflazione che anzi nei prossimi mesi, soprattutto con l‘aiuto del cambio e per via della sofferenza della domanda interna, dovrebbe tornare a scendere, con buona tranquillità per la Bce.

“Mi aspetto un‘inflazione stabile su questi livelli fino alla fine dell‘anno e nei primissimi mesi dell‘anno prossimo e poi un calo a partire dalla primavera” dice, tra gli altri, Mameli che prevede un‘inflazione media quest‘anno a 1,5% per il Nic e a 1,6% per l‘armonizzato.

“Per i prossimi mesi, sia i consumatori sia le imprese che producono beni destinati al consumo si aspettano sviluppi inflazionistici sostanzialmente in linea con quelli attuali” dice la nota Isae.

La ripresa “va letta come un fisiologico recupero dopo la debole dinamica dell‘anno scorso” dice Barbera “e dovremmo rimanere su questi livelli. Qualche ripresa, ma sempre su livelli contenuti è da attendersi nell‘alimentare”.

Del resto a tenere sotto controllo l‘inflazione ci sono due fattori a monte piuttosto forti. “Da una parte l‘euro forte aiuta l‘importazione delle materie prime, dall‘altra i problemi sul mercato del lavoro terranno comunque limitata la domanda interna” dice ancora Mameli.

Il tasso di disoccupazione in Italia è indicato dall‘Istat all‘8,5%, mentre secondo il governatore della Banca d‘Italia Mario Draghi esso supererebbe l‘11%..

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