27 ottobre 2010 / 18:51 / tra 7 anni

Crisi, accordo parti sociali su quattro punti

ROMA (Reuters) - Le parti sociali riunite nella sede Abi per discutere dei temi della competitività e della crescita hanno raggiunto questa sera un accordo su un pacchetto di proposte che saranno poi sottoposte al governo.

<p>Il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. REUTERS/Paolo Bona</p>

In particolare, come ha spiegato al termine della riunione la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, sindacati, imprese, Abi e altre associazioni datoriali “hanno trovato una posizione condivisa sui temi della ricerca per l‘innovazione, degli ammortizzatori sociali, dell‘efficienza della pubblica amministrazione e del Mezzogiorno”.

Per quanto riguarda la ricerca, ha spiegato Marcegaglia, le parti pensano di stilare un piano di medio-lungo periodo che colmi il divario degli investimenti tra l‘Italia e gli altri paesi, ritengono che sia necessario un finanziamento della ricerca per il 2011 attraverso il credito di imposta; “un insieme che riteniamo valga circa 1 miliardo di euro”.

Sugli ammortizzatori sociali, il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani ha spiegato che tutte le parti sociali sono state d‘accordo nel definire 10 proposte da sottoporre al governo, partendo dalla richiesta di estensione della cassa integrazione in deroga per il 2011.

“Dobbiamo lavorare bene anche sulla cassa straordinaria, sui contratti di solidarietà e risolvere il problema di quei lavoratori che sono in mobilità ma non possono andare in pensione perché nel frattempo è stata aumentata l‘età pensionabile”, ha detto Epifani.

Le parti si sono anche trovate d‘accordo nel chiedere al governo la detassazione del salario legato alla produttività.

In precedenza, prima che iniziasse la riunione, Marcegaglia aveva detto che Confindustria e parti sociali avrebbero chiesto al governo un incontro sia sui temi concordati questa sera, sia su un altro pacchetto di argomenti, tra cui il fisco, che saranno definiti entro fine anno.

Marcegaglia ha ribadito il favore di Confindustria all‘ampliamento della parte variabile del salario, quella legata alla produttivita, dopo che oggi il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ha proposto di portarla al 30%.

“In Italia c’è una anomalia rispetto alla media europea. Da noi solo il 5% del salario è variabile contro una media Ue del 40%. Parleremo anche di questo”.

Sacconi ha gia detto che il governo prorogherà la cassa in deroga nel 2011.

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