25 ottobre 2010 / 07:30 / tra 7 anni

Fiat, Epifani: AD vorrebbe andarsene. Calderoli: memoria corta

ROMA (Reuters) - Piovono le reazioni alle parole di ieri dell‘AD Fiat, Sergio Marchionne, che in un‘intervista tv ha sostenuto che il Lingotto farebbe più profitti senza l‘Italia e che per avere salari simili ai competitor bisogna allinearsi anche in termini di competitività.

<p>L'AD di Fiat Sergio Marchionne. REUTERS/Rebecca Cook</p>

Il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, in un colloquio a caldo con La Repubblica commenta: “La verità è che Marchionne vorrebbe andarsene dall‘Italia. D‘altra parte è lui stesso che continua a dirlo. Non a caso sostiene di non avere più debiti con il nostro Paese. E’ come se si sentisse obbligato a stare qui da noi, mentre il gruppo è sempre più americano, forte in Brasile e negli Stati Uniti”.

In un‘intervista di ieri sera a ‘Che tempo che fa’ di Rai3 Marchionne ha dichiarato che “senza l‘Italia la Fiat farebbe meglio. Pochi giorni fa abbiamo presentato i costi trimestrali: nemmeno un euro dei 2 miliardi di utile operativo previsto per il 2010 viene dall‘Italia”.

“Come si può pensare che dagli stabilimenti italiani provengano anche gli utili quando sono praticamente fermi. Si fa cassa integrazione dappertutto. E si ricorre alla cassa integrazione perché il mercato europeo non va bene, in particolare per i marchi Fiat. Sulle fasce medio alte, quelle che fanno guadagnare, la Fiat è praticamente assente, e su quelle medio piccole la concorrenza è agguerritissima. Non ci sono i modelli: questa è la realtà... Allo stato non c’è un progetto industriale per l‘Italia”, ha aggiunto Epifani.

Piccata anche la reazione del ministro leghista per la Semplificazione, Roberto Calderoli, che sempre su La Repubblica, dice: “Marchionne ha la memoria corta sugli aiuti di Stato”.

Più soft il leader Cisl, Raffaele Bonanni, che lancia all‘AD italo-canadese una sfida: “Arriviamo al pieno utilizzo degli impianti in cambio non solo del salario di produttività, ma anche della ripartizione degli utili e si arrivi a un livello alto di partecipazione delle decisioni aziendali”. Bonanni lamenta l‘assenza della politica e definisce il governo “immobile” e l‘opposizione prigioniera delle ideologie e “populista”.

Chi apprezza Marchionne e invita ad andare oltre per dare una scossa alla competitività italiana è il vicepresidente di Confindustria, Alberto Bombassei: “Ho sentito cose del tutto condivisibili. Marchionne avrebbe potuto dirne molte di più”.

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