20 ottobre 2010 / 17:09 / 7 anni fa

Fisco, Tremonti: riforma graduale, no tasse rendite

<p>Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti il 28 luglio scorso in Senato. REUTERS/Tony Gentile</p>

ROMA (Reuters) - La riforma fiscale sarà realizzata, attraverso una delega, in modo graduale ma organico tutelando le famiglie e senza aumentare le tasse sui patrimoni (anche si si dice “aperto a qualsiasi discussione”) né ricorrere al gettito della lotta all‘evasione.

Queste le linee guida che il governo ha illustrato alle parti sociali nel corso del tavolo avviato oggi al ministero dell‘Economia.

“La nostra riforma passerà attraverso tre fasi: primo, la raccolta e l‘analisi dei dati; secondo, la presentazione della legge delega in Parlamento; terzo, una serie organica e progressiva di decreti delegati. C’è molto lavoro da fare e vi ringrazio di essere qui”, ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, rivolto a sindacati e associazioni datoriali nella sua prima uscita pubblica dopo dieci giorni di assenza per l‘operazione al polso.

Il ministro dell‘Economia Giulio Tremonti ha sottolineato che la riforma fiscale non potrà essere finanziata con il gettito della lotta all‘evasione fiscale perché sarebbe come “mettere il carro davanti ai buoi”.

“Screditeremmo il nostro Paese se applicassimo questa metodologia. Sappiamo che dobbiamo contrastare l‘evasione, continueremo a farlo, ma solo dopo faremo i conti e useremo questi fondi”.

Il governo mostra inoltre “qualche refrattarietà” a finanziare la riforma aumentando le tasse su patrimoni e rendite finanziarie, anche se il ministro dice di essere “aperto a qualsiasi discussione”.

Proprio su questo nascono le prime diversità di vedute. Dice il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani: “Se devo far pagare qualcosa in più alle rendite accumulate in passato non ci spaventiamo”. E anche la Uil apre a una qualche forma di tassazione sulle rendite.

La principale priorità resta “la tutela delle famiglie”. “L‘anima delle riforme è la riforma delle anime”, ha continuato il ministro spiegando che il governo intende “agire nell‘interesse di tutti”.

TREMONTI: AVANTI PER DELEGA. PARTI SOCIALI: FARE PRESTO

“Dobbiamo utilizzare la delega [attraverso] decreti in ordine progressivo, ma con un disegno organico”, ha aggiunto il ministro sottolineando che altrimenti si incorrerebbe negli stessi limiti dell‘analoga delega presentata durante il secondo governo Berlusconi. La prossima convocazione delle parti sociali ci sarà fra qualche giorno.

La riforma farà riferimento al vecchio libro bianco del 1994. Spiega Berlusconi: “Era quello uno schema di riforma mirato a spostare l‘asse del sistema fiscale dal complesso al semplice, dal centro alla periferia e dalle persone alle cose”.

Il testo della delega sarà inserito nel Piano nazionale delle riforme che il governo presenterà a Bruxelles in base al nuovo Patto di stabilità.

“I documenti che scriviamo sullo sviluppo devono essere euro compatibili e devono essere scritti con numeri precisi e compatibili”, ha detto Tremonti spiegando: “Dobbiamo fare una mappa che indichi le montagne”, per evitare di andare a sbatterci contro.

La riforma verterà anche sul disboscamento delle varie forme di agevolazione oggi esistenti. “Abbiamo circa 240 forme di erosione della base imponibile, così la regola diventa quasi eccezione e questo riguarda circa 140 miliardi di gettito che non entra nelle casse dell‘erario”, ha detto Berlusconi.

Prendendo la parola dopo l‘illustrazione del governo, la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia ha detto di condividere “totalmente” gli obiettivi, “cioè che si arrivi a una riforma fiscale complessiva” sollecitando però che ci sia “qualche primo segnale in tempi non lunghi”.

Per gli industriali è condivisibile il principio di “mettere al centro il lavoro e l‘impresa”. “Dobbiamo lavorare insieme al di là degli interessi di ciascuna parte per combattere l‘evasione fiscale”, ha aggiunto la Marcegaglia.

Per la Cgil il senso della riforma è uno: “Ridurre il carico fiscale su lavoro dipendente e su occupazione, lavorare sull‘evasione fiscale e scaricare [i proventi dalle iniziative di contrasto] su altre forme di reddito”.

Mostra soddisfazione per il focus sulla famiglia il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni: “È importante che la riforma si incentri sulle famiglie e sul lavoro. Per la Cisl è un punto esenziale spostare la tassazione dalle persone alle cose”.

Berlusconi ha concluso la riunione riconoscendo “al dottor Epifani di aver detto con molta precisione che, come si dice a Milano, è un laurar de la Madona, ma che non si può andare avanti così”.

Infine, dopo aver ricordato di essere il primo contribuente italiano e spesso accusato con il suo gruppo di evasione “risibile”, il premier ha detto di provare “vergogna per quegli imprenditori che dichiarano meno dei loro dipendenti: dovrebbero cambiare mestiere”.

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