14 ottobre 2010 / 17:19 / tra 7 anni

Apprezzamento valuta,Bini Smaghi: è in interesse paesi emergenti

MILANO (Reuters) - I paesi emergenti devono abituarsi a vedere la forza della propria crescita economica riflessa in quella del cambio secondo il membro del consiglio esecutivo della Banca centrale europea Lorenzo Bini Smaghi.

<p>Lorenzo Bini-Smaghi. REUTERS/Luis D'orey</p>

Intervenendo a Sky Tg24 Economia Bini Smaghi ha rigettato come “sbagliata” l‘espressione ‘guerra valutaria’ e ha spiegato invece che sono i diversi ritmi di crescita nel mondo la causa delle variazioni nei tassi di cambio.

“Certo bisogna evitare che siano eccessive”, ha precisato il consigliere della Bce.

Inoltre, i “paesi emergenti devono abituarsi all‘apprezzamento delle loro valute, perché quando un‘economia cresce di più la moneta deve essere più forte. Loro stanno resistendo a questo (processo) ma bisogna convincerli pian piano, come stiamo facendo con la Cina, che è nel loro interesse, nell‘interesse di Cina, Brasile etc, lasciar progressivamente apprezzare le proprie monete”, ha spiegato Bini Smaghi.

Rispondendo una domanda dell‘intervistatrice sulla forza della moneta unica, il consigliere Bce ha sottolineato che in questo momento è più opportuno parlare di “debolezza del dollaro” e ha aggiunto che quelle valutarie sono considerazioni di cui la Bce tiene conto nella fissazione della propria politica monetaria.

Le divergenze nei tassi di cambio, ha spiegato Bini Smaghi, sono legate al fatto che “abbiamo i paesi dell‘Asia e dell‘America Latina che crescono molto, gli Usa che crescono meno e l‘Europa che riprende a crescere”.

In precedenza, parlando dei rimedi per lasciarsi alle spalle la crisi, Bini Smaghi aveva però anche preso le distanze dalla politica di allentamento quantitativo della Fed.

“Pensare di uscire dalla crisi aumentando la quantità di monta, indebitandosi e spostando sulle future generazioni il costo dell‘aggiustamento non è per me la via giusta e gli europei l‘hanno capito”, ha detto Bini Smaghi, per il quale la soluzione sono invece le riforme strutturali.

La prospettiva di un secondo round di allentamento quantitativo da parte della Fed in novembre ha pesato in queste settimane sulla divisa Usa schiacciandola verso nuovi minimi.

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