11 ottobre 2010 / 11:58 / 7 anni fa

Italia, produzione agosto sorprende,non muta prospettive

MILANO (Reuters) - L‘accelerazione della produzione industriale ad agosto coglie di sorpresa gli economisti, ma non muta lo scenario di rallentamento previsto per fine anno in Italia.

L‘indice destagionalizzato è balzato dell‘1,6% sul mese precedente rispetto al +0,3% di luglio (rivisto al rialzo da +0,1%); quello corretto per i giorni lavorativi ha registrato un rialzo del 9,5% su base annua, massimo da dicembre 1997 (dal +5,6% di luglio, rivisto da +4,8%).

Lo comunica Istat che, proprio in occasione del rilascio dei dati di agosto, effettua una delle due revisioni delle serie storiche degli indici.

Alla luce del risultato di agosto, la stima Isae relativa all‘intero terzo trimestre è di un incremento congiunturale di 1,5% seguito da “prospettive di rallentamento” negli ultimi tre mesi dell‘anno.

Per il singolo mese di settembre l‘istituto scommette su un calo dell‘indice rispetto ad agosto, mentre ottobre e novembre dovrebbero essere entrambi positivi. “Una sostanziale stagnazione caratterizzerebbe gli ultimi mesi dell‘anno (+0,3% nel quarto trimestre”, si legge in una nota.

Quanto al Centro Studi Confindustria, la proiezione è di un -0,7% per settembre e un +1,9% per l‘intero terzo trimestre.

Tornando ad agosto, il consensus Reuters anticipava una variazione nulla in termini congiunturali e un aumento del 6,3% su base annua.

Il dato odierno è soggetto ad anomalie proprio per l‘impatto della revisione retrospettiva operata da Istat sugli indici mensili del periodo gennaio-giugno e questo può, in parte, spiegare la distanza con le stime degli analisti.

“Tipicamente il mese di agosto è difficile da prevedere, essendo condizionato dalle chiusure degli impianti”, osserva inoltre Paolo Pizzoli, economista di Ing. “La mia stima era sulla parte alta del consensus; questo però non indica un trend di accelerazione, anche perché la dinamica degli ordini è andata decelerando anche in agosto, come indicano i sondaggi Isae, e questo peserà sul dato di settembre”.

La statistica “sembra molto positiva, ma agosto è notoriamente un mese volatile quindi non vedrei assolutamente [questo dato] come molto significativo o indicativo dell‘inizio di un nuovo trend”, commenta Giada Giani di Citigroup, ricordando che la produzione è ancora inferiore di circa 15% rispetto ai livelli pre-recessione.

Loredana Federico, economista di Unicredit Group, si sofferma in particolare sull‘impennata della produzione di beni di investimento “anche perchè le indagini di fiducia puntavano nella direzione di un rallentamento proprio in questo settore”. Inoltre “il dato complessivo è forte nonostante il rallentamento della componente energetica”.

Per Luigi Speranza, di Bnp Paribas, sulla produzione di agosto agiscono “ancora gli effetti positivi della crescita mondiale e la buona performance della Germania”.

Proprio in Germania la produzione industriale è cresciuta ben oltre le attese ad agosto, balzando dell‘1,7% dallo 0,1% di luglio. Ma l‘omologo dato francese oggi ha deluso, rimanendo invariato rispetto al mese precedente.

“Ciò dovrebbe portare a un Pil del terzo trimestre in Italia sullo stesso livello del secondo, +0,5%”, aggiunge Speranza.

Più cauti da Unicredit e Citigroup, dove si aspettano un periodo giugno settembre a +0,3%, in frenata rispetto ai trimestri precedenti.

Le prospettive di fondo, tuttavia, non sono più rosee dopo il dato odierno.

Questo dato “non cambia però le prospettive di un rallentamento nel quarto trimestre e di un‘incertezza circa la domanda interna”, ricorda Speranza.

- hanno collaborato Gabriella Bruschi, Irene Chiappisi, Giuseppe Fonte, Gavin Jones

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