7 ottobre 2010 / 13:11 / 7 anni fa

Bce conferma tassi, tono di fondo economia "positivo"

<p>Il presidente della Banca Centrale Europea Jean-Claude Trichet il primo ottobre scorso a Bruxelles. REUTERS/Francois Lenoir</p>

FRANCOFORTE (Reuters) - La ripresa dovrebbe proseguire secondo un passo moderato nel secondo semestre dell‘anno, in un contesto che rimane improntato all‘incertezza, ma la tendenza sottostante dell‘economia è positiva.

Lo ha detto il presidente della Bce Jean-Claude Trichet nella tradizionale conferenza stampa successiva al consiglio mensile di politica monetaria, svoltosi stamattina, che ha lasciato i tassi di interesse invariati, in linea con le attese della viglia di mercato e analisti.

Trichet ha affermato che i dati recenti confermano la visione di una moderazione della crescita sia nell‘area euro sia altrove, aggiungendo che le prospettive dell‘economia sono “leggermente sbilanciate” verso il basso. Le aspettative inflattive, ha aggiunto, rimangono ben ancorate.

“Le pressioni inflazionistiche nel medio termine restano contenute, come suggerito dalla debole crescita di moneta e credito” ha dichiarato il numero uno della Bce in conferenza stampa. L‘inflazione, ha aggiunto, dovrebbe rimanere complessivamente contenuta anche nel 2011.

“L‘attuale impostazione della politica monetaria rimane accomodante” ha ribadito Trichet.

Sul fronte della liquidità, Trichet ha poi ricordato che tutte le misure non standard adottate dalla Bce sono per natura temporanee e che le modalità di assegnazione dei fondi verranno aggiustate in maniera appropriata.

Il costo del denaro nei sedici paesi dell‘unione monetaria resta così fermo sul minimo record dell‘1%, raggiunto nel maggio dell‘anno scorso a seguito dell‘ultimo taglio operato dalla Bce, di un quarto di punto percentuale. Un livello ancora definito “appropriato” da Trichet.

Invariati anche i tassi su depositi e prestiti overnight, rispettivamente allo 0,25% e allo 1,75%.

L‘ultimo sondaggio Reuters, condotto la scorsa settimana su 79 economisti, indicava accordo unanime degli operatori su tassi invariati, proiettando le aspettative di una prima mossa restrittiva (da 25 punti base) al quarto trimestre dell‘anno prossimo, risultato identico al sondaggio precedente.

Le chances che gli economisti attribuiscono a una stretta monetaria prima di fine anno si riducono intanto a 5% rispetto al 10% prospettato a fine agosto.

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