5 ottobre 2010 / 15:42 / tra 7 anni

Fiat: Fabbrica Italia non parte senza impegno sindacati

ROMA (Reuters) - Fiat non farà gli investimenti promessi per 20 miliardi negli stabilimenti italiani senza un impegno preciso dei sindacati a far funzionare il piano.

<p>L'amministratore delegato di Fiat Sergio Marchionne. REUTERS</p>

E’ la posizione espressa dal Lingotto in una nota al termine dell‘incontro svoltosi oggi a Roma insieme con Fim, Fiom e Uilm per discutere del progetto Fabbrica Italia.

“Fabbrica Italia non partirà se non ci sarà l‘impegno formale delle organizzazioni sindacali ad assumersi precise responsabilità per la riuscita del progetto”, dice la Fiat.

Unico sindacato a mostrarsi soddisfatto è la Fim-Cisl, mentre la Uilm ha sottolineato come l‘azienda non abbia dettagliato il piano di investimenti e la Fiom ha riferito che Fiat ha paventato che in alcuni casi si potrebbe anche andare “oltre” l‘accordo di Pomigliano. I metalmeccanici della Fiom sono stati peraltro gli unici a non siglare l‘intesa sullo stabilimento campano della Fiat che prevede restrizioni al diritto di sciopero e di malattia.

La Fiat ha ribadito durante l‘incontro di subordinare l‘avvio del piano all‘esistenza “di condizioni preliminari”. “L‘importanza delle scelte di destinazione dei nuovi modelli e il volume degli investimenti previsti richiedono un elevato livello di garanzia in termini di governabilità degli stabilimenti e di utilizzo degli impianti”.

FIOM: RISCHIO CHE SI VADA ANCHE OLTRE POMIGLIANO

I sindacati, che oggi si aspettavano da parte dell‘azienda l‘illustrazione di come intenda ripartire gli invesimenti fra i vari stabilimenti italiani e di quali saranno i nuovi modelli da produrre, sono rimasti delusi. E se non sorprende il disappunto della Fiom, che ha anzi riportato con il suo leader Maurizio Landini come secondo il Lingotto “potrebbero esserci stabilimenti dove si va anche oltre Pomigliano”, anche la Uilm è arrivata a dire che “non siamo soddisfatti”. “La Fiat non ci ha presentato il suo programma di investimenti perché vuole prima verificare la nostra determinazione ad andare avanti sul progetto Fabbrica Italia”, ha riferito il segretario generale Rocco Palombella.

Palombella ha aggiunto: “Su Fabbrica Italia da parte nostra c’è la massima determinazione ma prima vogliamo conoscere nel dettaglio il piano”.

La Fim ha parlato di incontro “importante” e il segretario generale Giuseppe Farina ha ribadito “la disponibilità alla flessibilità, all‘utilizzo pieno degli impianti e alla esigibilità degli accordi. Ora attendiamo che la Fiat ci dica quali sono gli investimenti e i prodotti sito per sito”.

La discussione dovrebbe iniziare da Cassino per poi passare a Mirafiori anche se l‘azienda non ha ancora indicato la data del prossimo incontro.

Poi su Pomigliano Fim sostiene che per l‘azienda “non ci sarà una Pomigliano dappertutto... resta lo spirito, ma ogni stabilimento ha le sue esigenze”.

Landini lamenta che Fiat nel merito del piano non sia andata oltre quanto detto già il 21 aprile scorso. “Abbiamo ribadito l‘interesse affinché il progetto Fabbrica Italia sia completamente realizzato, con le produzioni nel Paese e la disponibilità a discutere sull‘organizzazione del lavoro, sui turni e la flessibilità, ma non è possibile mettere in discussione diritti e libertà delle persone”.

La Fiom ha anche chiesto un incontro con il gruppo Fiat per discutere anche di spin-off e dello spostamento di modelli da Mirafiori ed ha ribadito la propria “indisponibilità” alla chiusuro di Termini Imerese.

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below