4 ottobre 2010 / 12:54 / 7 anni fa

Cig, Cgil ne vuole una sola con 500.000 beneficiari in più

ROMA (Reuters) - Riformare in modo organico e graduale gli ammortizzatori sociali prevedendo due soli istituti, cassa integrazione e disoccupazione, - senza più distinzione tra cig ordinaria e in deroga - ed estendendo la platea degli aventi diritto a ulteriori 500.000 lavoratori.

E’ la proposta di riforma presentata stamani dalla Cgil.

La riforma, da avviare nel 2012 per arrivare a regime nel 2018, sarebbe a costo zero per le casse dello Stato perchè compensata dall‘aumento dei contributi per aziende e lavoratori, secondo le simulazione della Cgil.

“Chiediamo che si provveda a rifinanziare l‘intesa sull‘estensione della Cig in deroga, che finisce a fine anno, altrimenti centinaia di migliaia di lavoratori si troveranno il prossimo anno senza alcuna protezione”, ha detto il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, illustrando la proposta.

“Non pensiamo solo all‘emergenza, ma ad una riforma organica per dare un sistema europeo di ammortizzatori sociali che sia inclusivo e finanziariamente sostenibile”, ha aggiunto spiegando che la riforma è rivolta a tutelare soprattutto i settori non coperti dagli ammortizzatori e le categorie deboli come donne, precari e immigrati.

Il costo a regime sarebbe infatti di 4,2 miliardi annui, che sarebbero bilanciati dalla crescita graduale del versamento contributivo.

In sintesi la Cgil prevede un sistema che passi dagli attuali sette fino a due (Cig e disoccupazione) strumenti normativi con sei (dagli attuali 24) modelli contributivi.

Ci sarebbe cioè, a regime, a carico delle imprese una aliquota per finanziare la disoccupazione che oscilla fra 1,5% e 2,5% (la prima per le imprese con meno di 15 dipendenti, la seconda per quelle con più di 15); una per la Cig fra 0,5% e 1%; una maggiorazione nei contributi Cig per settori industriali più esposti al mercato (1,1%) ed edilizia (4,5%); un contributo dell‘1% per i contratti a tempo determinato e per il lavoro parasubordinato. A pagare di più sarebbero le categorie del commercio che oggi però utilizzano la cassa in deroga con una contribuzione inferiore agli altri settori. E’ previsto anche un contributo dello 0,3% per i dipendenti di tutte le aziende.

La variazione delle aliquote sarà graduale.

La platea dei beneficiari si allargherà, secondo la Cgil, perché non ci sarà più differenza tra cig ordinaria e in deroga e perché si alleggeriranno i requisiti per avere diritto all‘indennità di disoccupazione. In particolare basteranno 78 giorni di copertura assicurativa, al posto dell‘attuale biennio, per avere diritto al sussidio. La copertura sarà dell‘80% della retribuzione fino a un tetto di 1.800 euro netti, che decrescerà fino al 50% dopo due anni.

La platea degli aventi diritto dovrebbe aumentare di 500.000 unità.

A regime il costo annuo della riforma sarebbe di 13,8 miliardi rispetto agli 8,2 del sistema attuale. Il costo netto scenderebbe però, sempre al 2018, a 4,2 miliardi per effetto della magggiore Irpef netta e maggiori addizionali, insieme ai minori assegni familiari, conseguenti alla riforma.

Questi 4,2 miliardi coincidono, sempre secondo le simulazioni della Cgil, con i 4,2 miliardi aggiuntivi che arriveranno a regime dall‘aumento delle aliquote contributive.

Nella riforma sono compresi tutti i comparti dell‘industria e dei servizi, esclusa l‘agricoltura per il quale è in corso un sistema autonomo di ammortizzatori.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano

Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below