1 ottobre 2010 / 16:19 / 7 anni fa

Draghi: banche 'addicted' problema autorità nazionali

di Giselda Vagnoni

<p>Il governatore di Bankitalia Mario Draghi. REUTERS/Yuri Gripas</p>

ROMA (Reuters) - Il governatore della Banca d‘Italia, Mario Draghi, ha detto che il problema delle banche che dipendono troppo dalla liquidità della Banca centrale europea dovrebbe essere risolto dalle autorità nazionali e non dall‘istituto di Francoforte.

Intervenendo a una conferenza sul futuro della politica monetaria, Draghi ha avvertito che ci sono “molte banche della zona euro che sono più deboli di quanto non appaia dai loro bilanci” perchè il livello estremamente basso dei tassi di interesse porta a sottostimare il peggioramento della loro situazione finanziaria.

“Pensiamo che vi sia una seria esposizione di molte banche al rischio di un improvviso incremento dei tassi di interesse, che, date le generali condizioni di finanziamento, rappresenta qualcosa alla quale dobbiamo guardare con grande attenzione”, ha detto Draghi parlando in inglese.

“Il problema delle banche ”addicted“ non dovrebbe essere risolto dalla Bce ma dalle autorità finanziarie nazionali”, ha aggiunto.

Il presidente del Financial Stability Board ha osservato che in mancanza di una soluzione “avremo queste banche zombi in giro per l‘eurozona ancora per un po’”.

TROPPA LIQUIDITA’ PU0’ GETTARE SEMI DI UNA NUOVA CRISI

Le autorità nazionali “dovrebbero individuare queste banche prima o in contemporanea con l‘uscita” dall‘utilizzo di strumenti non convenzionali di liquidità.

Successivamente Draghi è tornato sull‘argomento per specificare di non volersi riferire a dei rischi immediati per alcune istituzioni sistemiche ma di voler sottolineare che quando si abbandoneranno le misure straordinarie “dovremo avere una politica monetaria libera da questi condizionamenti”.

Sui tempi di uscita dall‘emergenza, Draghi ha detto che la Bce deve evitare il rischio di lasciare troppa liquidità in giro troppo a lungo, perchè questo potrebbe “gettare i semi di una futura instabilità”.

D‘altra parte la Bce è consapevole che la situazione dell‘economia reale “è migliorata ma rimane fragile”.

Nella stessa occasione il presidente della Federal reserve di Chicago Charles Evans ha detto che è improbabile che la Fed modifichi nell‘immediato futuro la sua politica di fornire all‘economia significative quantità extra di liquidità.

Il governatore della Banca di Francia, Christian Noyer ha detto, invece, che alcuni paesi emergenti potrebbero perseguire una politica monetaria inadatta alle loro economie per il fatto di avere legato le loro valute al dollaro.

Draghi, che ha specificato come i suoi commenti non siano da collegare alle eventuali decisioni che verranno prese alla prossima riunione del Consiglio Bce di giovedì prossimo, ha detto di “non vedere ragioni per cambiare il mandato della Bce sulla stabilità dei prezzi”.

In mancanza della politica monetaria espansiva perseguita negli ultimi tre anni l‘Italia avrebbe conosciuto un calo del Pil superiore di un punto percentuale, secondo il governatore.

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