1 ottobre 2010 / 16:01 / tra 7 anni

Ghizzoni: UniCredit crescerà ancora, focus su territori

<p>Il nuovo AD di Unicredit Federico Ghizzoni (a sinistra) stringe le mani al presidente Dieter Rampl alla fine della conferenza stampa a Milano, 1 ottobre 2010. REUTERS/Alessandro Garofalo</p>

di Gianluca Semeraro

MILANO (Reuters) - Per il suo primo giorno da AD di UniCredit, Federico Ghizzoni si è presentato alla stampa forte della sua trentennale esperienza su vari livelli nel gruppo, consapevole che raccogliere l‘eredità del suo predecessore Alessandro Profumo non è compito facile e che il feeling con i mercati può essere conquistato nel tempo con i risultati.

La promessa di una linea di continuità con l‘ex-Ceo - che ha trasformato negli ultimi 15 anni una seppur importante banca italiana in una grande gruppo internazionale - si è accompagnata all‘affermazione, a più riprese durante la conferenza stampa, dell‘indipendenza dei manager dall‘intrusione della politica, dubbio che soprattutto nelle ultime settimane è affiorato prepotentemente.

“Profumo ha costruito questo gruppo, è stato un piacere lavorare con lui, io sono diverso ma penso che dobbiamo continuare quanto avviato”, ha detto Ghizzoni.

La sua UniCredit sarà dunque soprattutto una banca commerciale, ancora più radicata sul territorio con un‘importante presenza internazionale e piani di crescita ulteriore in particolare nell‘Est Europa.

Tuttavia, rispetto all‘era Profumo, avrà una struttura di governance più complessa con uno o più direttori generali, per la cui scelta si comincerà a lavorare la prossima settimana e si pescherà molto probabilmente tra le risorse interne.

GHIZZONI NON PREOCCUPATO DA RAPPORTI BOARD

Il compito di presentare Ghizzoni lo ha assolto il presidente Dieter Rampl - secondo alcuni uno dei suoi principali sponsor - che si è subito complimentato con il board per “la decisione rapida” e ha sottolineato come “le caratteristiche di esperienza e personali lo rendano assolutamente l‘uomo giusto per UniCredit”.

Le tensioni del recente passato che hanno portato all‘addio di Profumo per Rampl sono già alle spalle. “Ora l‘AD è Ghizzoni, delle questioni del passato non voglio parlare”, ha detto, rispondendo a una domanda sul tema.

“Lotto per l‘indipendenza e l‘internazionalità della banca. E’ per me la cosa più importante”, ha aggiunto.

Negli ultimi mesi Profumo è stato oggetto di ripetute critiche da parte di esponenti di enti locali della Lega Nord - in particolare il sindaco di Verona Flavio Tosi - prendendo a pretesto l‘avanzata dei soci libici nel capitale, critiche che sono poi state rappresentate nel board dalle fondazioni azioniste, in cui gli enti nominano i consiglieri.

Ghizzoni però non è preoccupato. “Non esiste un discorso di interferenze politiche; il mandato è di lavorare per il successo del gruppo. Non sono preoccupato per il tipo di dialettica con il board: se mi ha nominato all‘unanimità vuol dire che un po’ di credito me lo ha dato”. Nemmeno i due soci libici - Central Bank of Libya e Lia - interferiscono con le politiche di gestione della banca, ha spiegato.

E anche l‘introduzione di uno o due direttori generali non va vista come un argine dei soci o della politica al potere di un solo uomo. “Sarà un manager, non un azionista e rafforzerà la presa manageriale sul gruppo. Se sarà uno o due farà parte delle riflessioni che faremo. Guarderemo prima alle risorse interne”.

I due azionisti libici, in un clima di collaborazione, come spiegato da Rampl, consegneranno a breve ulteriori documenti per favorire una valutazione più completa sui loro legami. A oggi che siano soggetti autonomi non appare evidente, ai fini dell‘esercizio del diritto di voto, che lo statuto limita al 5% per ogni singolo socio.

Profumo è la prima persona che Ghizzoni ha sentito dopo la sua nomina “ed è stato molto contento”.

L‘ex-Ceo intanto ha oggi inviato ai dipendenti una lettera - di cui Reuters ha preso visione - in cui si dichiara sicuro che la banca continuerà a crescere e che sapranno tutelare l‘indipendenza del gruppo.

ATTENZIONE A RADICAMENTO TERRITORIO, CRESCITA ESTERO

Rispondendo indirettamente alle istanze avanzate dagli enti locali delle regioni su cui insistono le fondazioni azionisti, Ghizzoni ha assicurato la massima attenzione al radicamento sul territorio. “Io vengo dal territorio, la mia carriera è partita da lì, l‘attenzione al territorio è sempre molto alta, non potremmo avere successo senza”, ha detto sottolineando come il piano One4C - la cosiddetta ‘banca unica’ che riorganizza il gruppo in Italia - vada in questa direzione.

Ciò non significa che il gruppo allenti la presa sul piano internazionale. “Non c’è nessun ridimensionamento in Germania, anzi vogliamo crescere e abbiamo intenzione di crescere nei 22 paesi in cui siamo”, ha spiegato.

Nell‘Est Europa “ci concentreremo sui paesi di più ampie dimensioni dove abbiamo una forte presenza come Polonia, Russia, Turchia e Repubblica Ceca. Negli altri, dove non siamo tra le prime 3 o 4, più che un‘exit strategy valuteremo la rifocalizzazione su singoli business”.

La crescita potrà avvenire seguendo strade diverse dalle acquisizioni “che al momento non sono in discussione”, come ad esempio lo sviluppo della multicanalità.

Un nuovo business plan sarà presentato al board entro fine anno, poi si valuterà quando presentarlo al mercato, ha aggiunto Ghizzoni. Tuttavia il rigore che ha sempre caratterizzato le politiche di bilancio del gruppo esclude “cadaveri nel cassetto” che portino a fare accantonamenti superiori a quelli già effettuati, ha detto Ghizzoni. “Non abbiamo mai perso in un singolo trimestre e continueremo così”.

UniCredit resterà principalmente una banca commerciale con un forte focus sul retail e sul corporate legato alla ‘real economy’. Anche un eventuale rafforzamento dell‘investment banking sarà al servizio delle funzioni ‘corporate’, ha spiegato Ghizzoni.

Pioneer, l‘asset manager per cui si sta cercando un partner, resta strategica per il gruppo così come la quota in Mediobanca, ha aggiunto.

TEAM DEPUTY-CEO FINORA UNITO, MI AUGURO CONTINUI COSI’

Il futuro della squadra di deputy-Ceo che affiacava Profumo, dopo la nomina di Ghizzoni come AD, è uno degli interrogativi per i prossimi mesi.

Dei quattro Ghizzoni era l‘ultimo arrivato con responsabilità per la divisione dei paesi Cee. Roberto Nicastro, responsabile del retail, è stato fino a due giorni fa in pole position per la successione a Profumo. Più defilata la posizione di Paolo Fiorentino, responsabile dei Global Banking Services, mentre Sergio Ermotti, capo del Corporate, secondo insistenti rumors, è dato addirittura in uscita.

Ghizzoni ha tentato di sgombrare il campo da ogni dubbio: “non c’è stato tempo per parlarci ma confermo la stima per tutti e l‘amicizia che abbiamo sviluppato in questi anni. il clima è sempre stato unito e mi auguro possa continuare così”.

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