30 settembre 2010 / 15:47 / 7 anni fa

UniCredit, con Ghizzoni AD ancora più forte in Europa

di Gianluca Semeraro

<p>Il nuovo amministratore di Unicredit Federico Ghizzoni qui in una foto del 20 ottobre 2008 a Vienna. REUTERS/Leonhard Foeger</p>

MILANO/VARSAVIA (Reuters) - Federico Ghizzoni è il nuovo amministratore delegato di UniCredit e avrà il compito di rafforzare il posizionamento della banca come leader in Europa, proseguendo il lavoro svolto dal suo predecessore Alessandro Profumo.

Lo ha deciso all‘unanimità il Cda, che si è riunito oggi a Varsavia, in considerazione del fatto che Ghizzoni “è la persona più adatta a ricoprire il ruolo di AD, in quanto in possesso dei requisiti necessari”, dice una nota.

Il toto nomine sul nome dell‘Ad della banca era continuato tambureggiante nei giorni scorsi, passando da alcuni profili esterni alla scelta interna che fino a ieri sembrava puntare su Roberto Nicastro.

Nella scelta del nuovo AD, il comitato nomine ha tenuto conto della forte leadership, della capacità di fare squadra, di una grande esperienza nell‘industria dei servizi finanziari internazionali, delle forti capacità organizzative e della profonda conoscenza del gruppo, prosegue la nota.

Il consiglio ha poi risposto alla comunicazione di Bankitalia del 9 agosto sulle quote detenute da Central Bank of Libya e Lia, motivo scatenante dei contrasti tra Profumo e i soci e del conseguente addio.

A oggi non sono pervenute né sono disponibili informazioni che “con la dovuta certezza” portino a considerare le due quote, pari insieme al 7,5%, come autonome in relazione a quanto contenuto nello statuto (che prevede un limite al diritto di voto al 5%). “Ulteriori verifiche sono necessarie”, ha concluso il Cda.

CDA NON NOMINA DG, PROX SETTIMANE CON AD VALUTA MODELLO VERTICI

Il consiglio non ha invece provveduto alla nomina di un direttore generale, per cui verrà coinvolto lo stesso Ghizzoni.

La nota spiega che “in collaborazione con il nuovo amministratore delegato il Consiglio valuterà nelle prossime settimane la migliore soluzione per il modello organizzativo del vertice del gruppo e una coerente allocazione delle funzioni sulla base delle eccellenze professionali dei singoli individui membri del Management Team, che hanno contribuito con maggiore successo allo sviluppo della banca”.

Oltre a Ghizzoni e Nicastro, sono deputy ceo di Unicredit anche Paolo Fiorentino e Sergio Ermotti.

SI CHIUDE ERA PROFUMO, GHIZZONI DA 30 ANNI IN BANCA

Parte dunque una nuova fase della storia di UniCredit, dopo i 15 anni targati Profumo che ne ha guidato la crescita prima in Italia con l‘acquisizione, tra le altre cose, delle casse di risparmio di Verona e Torino e poi in Europa con l‘acquisizione di Hvb e l‘espansione nell‘Est Europa.

Ghizzoni, 55 anni il prossimo 14 ottobre, è in UniCredit da 30 anni, avendo iniziato come ‘customer relations manager’ in una filiale dell‘allora Credito Italiano a Piacenza, città in cui è nato.

Dal 2007 è responsabile dell‘area dei paesi del Centro-Est Europa (Cee), che ha rappresentato un motore di crescita importante dei ricavi del gruppo fino alla crisi finanziaria e che ancora oggi copre circa un terzo dei ricavi totali del gruppo.

“UniCredit è un gruppo europeo. Continueremo a crescere per via organica in Europa. Non ci sono transazioni in vista”, sono state le sue prime parole da amministratore delegato.

Il presidente Dieter Rampl, nella nota, definisce Ghizzoni come “la persona più adatta per gestire il rapporto del Gruppo con tutti i principali stakeholders” e lo investe del compito di rafforzare la leadership di UniCredit in Europa, compito che Ghizzoni definisce “stimolante”.

“La sua nomina ad amministratore delegato sottolinea ulteriormente il nostro impegno verso i mercati dei Paesi dell‘Europa centrale e orientale, una regione con un forte potenziale di crescita”, aggiunge Rampl.

SU GHIZZONI GIUDIZI ANALISTI CONTRASTANTI

Ghizzoni era stato dato per favorito già in mattinata dai quotidiani e da due fonti interpellate da Reuters. Contrastato il giudizio degli analisti. “Per me è una grossa sorpresa perchè pensavo che per quel ruolo scegliessero una figura più abituata a parlare con i mercati finanziari e ad elaborare strategie di lungo periodo”, osserva un analista, che ha chiesto di non essere citato.

“Ghizzoni è la persona che io volevo, è un bravissimo manager, l‘area da lui gestita negli ultimi due, tre anni è l‘unica che non ha avuto problemi”, sottolinea un altro.

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