24 settembre 2010 / 12:27 / tra 7 anni

Banche, Mussari: nuovo contratto per più produttività e diritti

SIENA (Reuters) - Il nuovo contratto del settore bancario avrà come base il modello vincente di relazioni industriali sperimentato finora e dovrà saper innovare per avere più produttività e più qualità nei diritti. Lo ha detto il presidente dell‘Abi e della banca Mps Giuseppe Mussari parlando a un convegno organizzato a Siena dalla Fisac CGIL.

<p>Giuseppe Mussari, presidente dell'Abi e della banca Mps, in foto d'archivio. REUTERS/Tony Gentile</p>

“Il modello di relazioni industriali (nel settore bancario) è stato vincente ed è un valore che non va disperso”, ha detto Mussari, premettendo di parlare a titolo personale perché in Abi non è ancora iniziata la discussione sul rinnovo del contratto che scadrà a dicembre.

“Credo che abbiamo necessità di una nuova matrice rispetto a questo livello avanzato di relazioni industriali. Lo sforzo da fare è che il sistema deve aumentare la produttività e aumentare la qualità dei diritti e le due cose non sono in contraddizione”, ha detto.

Mussari avverte che non si deve correre il rischio di cercare aumenti di produttività a scapito dei diritti del lavoro, ma anche che non è possibile mantenere l‘autonomia del Paese con gli attuali livelli produttivi.

“Non possiamo scambiare brutalmente produttività con diritti, dobbiamo recuperare questo gap con altro, ma se non chiudiamo il gap, se perdiamo base produttiva, perdiamo indipendenza strategica (come Paese)”, ha spiegato, parlando a un tavolo con il direttore generale dell‘Ania Paolo Garonna e la segretario generale della Fisac CGIL Agostino Megale.

Mussari non ha anticipato la linea dell‘associazione dei banchieri, che deve ancora avviare la discussione sul rinnovo del contratto, ma ha iniziato a delineare la strategia che parte dal confronto con i sindacati e ambisce a diventare un modello da esportare in altri settori.

“Discuteremo in Abi, avremo una linea come associazione di categoria, ci confronteremo con i sindacati, forti di un modello di relazioni industriali avanzato, cercando sommessamente di indicare anche al Paese una nuova matrice dentro cui il modello di relazioni industriale trova nuova forza per garantire l‘indipendenza strategica”.

Megale ha espresso subito apprezzamento per l‘approccio del presidente dell‘Abi.

“Penso che le cose dette da Mussari, pur se a titolo personale, siano affermazioni molto importanti per un sindacato di massa come la Cgil. Non possiamo che apprezzarle nel loro indirizzo generale”, ha detto il sindacalista.

“Si è immaginato stamani un sistema di relazioni industriali fondato sulla valorizzazione del rapporto con il sindacato, ed è importante in un periodo nel quale abbiamo assistito a partire dalla Fiat ma anche dai ripetuti interventi del ministro del lavoro alla ricerca continua e costante di divisioni e di rottura”, ha aggiunto al termine dell‘incontro.

Poi Megale ha ricordato che il sindacato sta trattando il rinnovo del contratto degli assicurativi e che il confronto è stato aggiornato al 14 ottobre. “Il nostro obiettivo è fare il contratto entro l‘anno. Per il contratto del credito, che scade a dicembre, il nostro obiettivo è presentare la piattaforma prima possibile”, ha detto Megale.

Anche per Garonna è essenziale restituire centralità alle relazioni tra industria e forze lavorative.

“C’è un bisogno di recupero di centralità delle relazioni industriali, non per supplenza alle difficoltà della politica, ma per valorizzare la forza della società civile: delle imprese e delle risorse umane”, ha detto.

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