22 settembre 2010 / 10:30 / 7 anni fa

Unicredit, Bossi chiede difesa fondazioni contro tedeschi

di Giuseppe Fonte

<p>Il leader della Lega Nord Umberto Bossi in foto d'archivio. REUTERS/Paolo Bona</p>

ROMA (Reuters) - Il giorno dopo la sfiducia delle fondazioni bancarie all‘amministratore delegato di Unicredit Alessandro Profumo la Lega Nord chiede agli stessi azionisti di fare barriera contro una eventuale espansione dell‘influenza tedesca sulla banca.

In un‘apparente critica all‘operato delle fondazioni, che sono espressione delle autorità politiche locali e quindi anche della Lega, Bossi osserva che Profumo è stato allontanato “al buio, senza avere un sostituto” prima.

“Spero che le fondazioni non stiano con le mani in mano, che si organizzi una difesa. Penso che Giuseppe Guzzetti [presidente della Fondazione Cariplo e dell‘associazione delle fondazioni bancarie Acri] sia in grado di organizzare qualcosa”, ha detto Bossi ai giornalisti a margine dei lavori della Camera.

“Avevo paura che la Germania potesse mettere le mani sulla banca ma ho visto che non hanno i numeri. Se c’è un minimo di intelligenza da parte delle fondazioni non ce la possono fare”.

Ieri sera Profumo è stato sfiduciato dal cda Unicredit e le sue deleghe sono passate al presidente Dieter Rampl, ex amministratore delegato del gruppo bancario tedesco Hvb rilevato da Unicredit nel 2005.

Al capitale di Unicredit partecipa anche il gruppo assicurativo tedesco Allianz con il 2,036%.

Le fondazioni hanno complessivamente l‘11% di Unicredit (composto dal 4,639% di Cariverona, il 3,319% di Caritorino e il 3,042% di Carimonte). Mediobanca controlla il 5,143%.

“LA LEGA NON E’ RESPONSABILE”

Gli esponenti della Lega sono stati tra i più agguerriti critici della strategia di Profumo, accusato di allontanare la banca dalla sua vocazione territoriale e di aver favorito il rafforzamento dei libici in Unicredit al 7,582% per diluire l‘influenza delle fondazioni bancarie.

Oggi Bossi lamenta il metodo con cui Profumo è stato allonato senza avere identificato il successore: “L‘unica cosa che preoccupa è che hanno cambiato Profumo senza preparare prima le cose. Meglio non rischiare quando ci sono i soldi di mezzo”.

Il mercato ha penalizzato il titolo Unicredit che alle 13,45 perde il 2,95% a 1,8430 euro tra vivaci volumi di scambio.

“Nel futuro immediato ci aspettiamo che l‘incertezza continui a pesare sul titolo data la visibilità limitata sulla potenziale successione”, sottolinea Ubs in una nota.

Cheuvreux elenca tra i motivi del declassamento del titolo il timore di una maggiore interferenza politica nel management di Unicredit.

A questa critica ha risposto il capogruppo della Lega in commissione Finanze della Camera, Maurizio Fugatti.

“Qualcuno vuol addebitare alla Lega l‘addio di Profumo da Unicredit, ma non è così. E’ stata una scelta aziendale, nella quale nulla ha influito la Lega”, ha scritto Fugatti in una nota.

Intanto, il ministro dell‘Economia Giulio Tremonti, a cui la legge affida il compito di supervisore delle Fondazioni e che è considerato l‘esponente del governo più vicino alla Lega, ha fatto sapere di essere preoccupato per il vuoto di potere che si è creato nella prima banca italiana.

Una fonte governativa ha detto che il Comitato per la salvaguardia e la stabilità finanziaria convocato per oggi pomeriggio e al quale partecipano anche i rappresentanti di Consob e Bankitalia si occuperà “di Irlanda e di Profumo”.

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