21 settembre 2010 / 15:27 / tra 7 anni

Unicredit, Profumo annuncia dimissioni prima di Cda

di Paola Arosio e Gianluca Semeraro
MILANO (Reuters) - Alessandro Profumo ha 
annunciato le dimissioni dalla carica di AD di UnICredit in una lettera consegnata ai consiglieri della banca.
"Profumo si è dimesso. Lo ha annunciato in una lettera ai 
consiglieri", dice una fonte.
Il banchiere ha lasciato la sede della banca nel primo 
pomeriggio, mentre proseguivano le riunioni tra i suoi 
rappresentanti e quelli degli azionisti per arrivare a una 
soluzione condivisa prima del Cda delle 18.
Uno dei nodi sul tavolo riguarderebbe la buonuscita di 
Profumo, come riferisce una seconda fonte vicina alla 
situazione.
Si è lavorato per un accordo prima del Cda per evitare 
l'emergere di inutili tensioni all'interno del consiglio - 
almeno in parte fortemente critico nei confronti dell'operato 
dell'Ad -  e una "sgradevole conta dei voti", favorendo una 
soluzione più "morbida" quantomeno nelle modalità.
Il consiglio non appariva infatti unito sulla questione. 
Ancora nel pomeriggio Salvatore Ligresti, consigliere e 
azionista di UniCredit, si diceva "favorevole alla stabilità", 
spezzando di fatto una lancia a favore dell'AD uscente.
Secondo quanto riferito da alcune fonti, al presidente 
Dieter Rampl questa sera il Cda conferirà le deleghe di Profumo 
e un mandato di tre settimane per trovare il successore.
"E' già pronta una shortlist", dice una delle fonti.
Il titolo a pochi minuti dalla chiusura è peggiorato, con 
tutto il mercato, e cede l'1,49% a 1,913 euro con volumi pari a 
oltre una volta e mezza la media dell'ultimo mese. Lo stoxx 
europeo delle banche cede lo 0,22%.
STRADA PER PROFUMO SEGNATA, LIBICI SOLO GOCCIA FINALE
A nulla sono valsi i tentativi del ministro dell'Economia 
Giulio Tremonti per convincere le fondazioni a fare un passo 
indietro, evitando un'ardua transizione anche in un momento 
politico piuttosto difficile, spiega la fonte.
Le tensioni più recenti tra Profumo e gli azionisti italiani 
e, in particolare, il mondo politico veronese vicino alla 
Fondazione Cariverona, sono nate con la salita dei soci libici 
nel capitale della banca.
Ma già lo scorso marzo si era consumato uno scontro 
importante sul progetto di riorganizzazione del gruppo - la 
cosiddetta Banca Unica - che aveva portato Profumo a minacciare 
le dimissioni, poi non formalizzate.
"Sono stati mesi di continue tensioni, anche sulla gestione 
della banca. La questione dei libici è stata solo la goccia che 
ha fatto traboccare il vaso", osserva la fonte.
Central Bank of Libya detiene il 4,988% di UniCredit, mentre 
Libyan Investment Authority è salita tra luglio e agosto al 
2,594%. Due quote che messe insieme sono un valido contrappeso 
alla presenza delle fondazioni.
L'accusa rivolta a Profumo è di aver facilitato in qualche 
modo l'ingresso dei libici. Il manager tuttavia ha respinto le 
accuse sottolineando di non aver chiamato lui i libici, che 
hanno deciso in totale autonomia.
Rappresentanti della Lega Nord - in particolare il sindaco 
di Verona Flavio Tosi e il presidente della Regione Veneto Luca 
Zaia - a più riprese hanno stigmatizzato l'avanzata dei libici, 
temendo una vera e propria scalata.
A ciò si aggiungono le frizioni con lo stesso Rampl che ha 
lamentato sul tema la mancanza di informativa, ottenendo mandato 
dal comitato governance di fare i necessari approfondimenti sui 
soci libici e sulle possibili ricadute sulla governance della 
banca.
GIRANDOLA NOMI PER SUCCESSIONE, PER ORA NESSUNA CONFERMA
Per la successione stampa e mercato hanno già prodotto la 
solita girandola di nomi, nessuno dei quali però al momento 
trova conferme.
Matteo Arpe, Giampiero Auletta, Claudio Costamagna, Enrico 
Cucchiani, Fabio Gallia, Mario Greco, Alberto Nagel, Andrea 
Orcel ma anche Pietro Modiano, le ipotesi ventilate.
Arpe e Gallia potrebbero essere nomi "spendibili" nonostante 
sul primo possano pesare i recenti attriti con Cesare Geronzi, 
oggi presidente di Generali, per la seconda fonte.
- Hanno collaborato Stefano Bernabei da Roma, Elisa Anzolin, 
Andrea Mandalà e Sergio Matalucci da Milano
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Maggiori azionisti di UniCredit, con quote superiori al 2%
1. Mediobanca S.p.A.(1)             991.211.860    5,143%
2. Aabar Luxembourg S.A.R.L.        962.000.000    4,991%
3. Central Bank of Libya            961.421.874    4,988%
4. Fondazione Cariverona            894.149.221    4,639%
5. BlackRock Investment Mngm (UK)   775.638.495    4,024%
6. Fondazione CRT                   639.734.920    3,319%
7. Carimonte Holding S.p.A.         586.289.621    3,042%
8. Libyan Investment Authority      500.000.000    2,594%
9. Gruppo Allianz                   392.345.349    2,036%
(1) di cui con vincolo di usufrutto a favore UniCredit: 
967.564.061 azioni ordinarie pari a 5,020% di possesso.
Fonte: sito web banca, dati aggiornati a oggi
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