20 settembre 2010 / 08:43 / tra 7 anni

UniCredit, domani cda straordinario, verso dimissioni Ad

MILANO (Reuters) - Domani si terrà un consiglio di amministrazione straordinario di Unicredit al quale l‘amministratore delegato Alessandro Profumo si potrebbe presentare dimissionario e le sue deleghe passare al presidente Dieter Rampl ed al top management.

<p>Un fotografo davanti a una sede di Unicredit. REUTERS/Giampiero Sposito</p>

Lo dicono fonti finanziarie dopo che la notizia era stata anticipata dalla stampa nel pomeriggio.

La convocazione in tempi brevissimi giunge al culmine delle tensioni tra l‘Ad e i soci italiani, ma anche con il presidente Rampl a causa della crescente presenza nell‘azionariato dei soci libici.

“Ci sarà un cda straordinario”, ha detto una fonte. “E’ veritiero che il cda si occupi dei rapporti con il top management”, dice un‘altra fonte.

“Al momento questa è l‘ipotesi più probabile ma accettiamo quello che accadrà domani”, ha poi detto una terza fonte riferendosi all‘ipotesi delle dimissioni dell‘Ad.

Anche secondo una fonte vicina alla situazione “è possibile che domani Profumo si dimetta... Il clima è pesante, potrebbe essere una crisi vera”.

Il tema si è arricchito oggi di altri dettagli sui soci libici: Lia (Libyan Investment Authority) è salita al 2,594% già lo scorso 31 agosto anche se la notizia è filtrata solo a metà settembre.

Central Bank of Libya (Cbl), che detiene il 4,988%, oggi ha dichiarato di essere un‘istituzione indipendente e che le operazioni sono decise dal board, composto per la maggioranza da persone indipendenti e non provenienti dal settore pubblico.

Sembrano a questo punto lontane le riunioni previste per giovedì 23, quella dei comitati strategico, remunerazione e governance, appuntamenti in calendario da tempo.

“Vado a mangiare”, è stata l‘unica risposta data da Profumo ai giornalisti che lo attendevano fuori da Palazzo Mezzanotte dove ha incontrato il ministro dell‘Economia Giulio Tremonti e altri banchieri.

“C’è sicuramente un‘esigenza di chiarimento. Ci sono malumori tra i soci, questo è evidente”, sottolinea una delle fonti che riferisce anche di “contatti continui” tra Profumo e i maggiori azionisti della banca nel weekend. Fra gli azionisti di Unicredit sono alcune fondazioni bancarie (Cariverona e Crt le principali) in attesa di chiarimenti sulla presenza libica nella banca che secondo alcuni è stata assecondata dall‘ad.

Il nodo da sciogliere è se i due soggetti sono indipendenti l‘uno dall‘altro o collegati al punto da far scattare il limite statutario al diritto di voto in assemblea del 5%.

L‘istituto si è anche detto “estremamente soddisfatto” dell‘investimento in UniCredit che risponde a una logica di lungo termine e delle relazioni con le autorità italiane.

PER COMBA (CRT) VERIFICA SU OPERATO PROFUMO IN ASSEMBLEA

Il presidente della Fondazione Crt Andrea Comba, in un‘intervista al CorrierEconomia, ha dichiarato che la Fondazione è stata “storicamente” la più fedele alla linea di Profumo ma che “occorrerà verificare in assemblea se il suo operare sia stato o meno conforme ai nostri interessi”.

Sull‘argomento è tornato anche il sindaco di Verona, Flavio Tosi, tra i più attivi nel sollevare timori sull‘avanzata dei libici. “Profumo è sicuramente un manager di alto profilo, ma questa vicenda l‘ha gestita un po’ ‘in proprio’. Chi sbaglia paga”, ha dichiarato ad Affari Italiani.

Nel weekend era stato invece il quotidiano tedesco Suddeutsche Zeitung a non risparmiare critiche sull‘operato di Profumo, sottolineando anche i dissapori continui con il presidente Dieter Rampl che rappresentano “un fattore di disturbo cronico” per la banca.

“Commenti così negativi dalla stampa tedesca non si vedevano dai tempi dell‘immediato post fusione con Hvb”, commenta un analista non citabile.

Il quotidiano trova poi ”strano“ che gli azionisti italiani di UniCredit vedano proprio in Rampl ”il loro uomo in lotta contro ‘Mister Arrogance’ (vecchio soprannome dell‘AD ripescato per l‘occasione dai tedeschi).

Contrasti tra Rampl e Profumo erano sorti all‘indomani dell‘annuncio della Lybian Investment Authority del possesso del 2,075%. Rampl lamentava la mancanza di informativa sul tema da parte dell‘AD. Un incontro chiarificatore prima del comitato governance dell‘8 settembre - che ha dato mandato a Rampl di approfondire il tema e verificare le ricadute in termini di governance - sembrava aver rasserenato un po’ gli animi.

Un quotidiano aveva paventato anche la possibilità di dimissioni di Rampl, ipotesi poi non realizzatasi.

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