17 settembre 2010 / 07:50 / 7 anni fa

Paesi poveri, Fmi: crescita globale necessaria per sviluppo

WASHINGTON (Reuters) - La crisi finanziaria globale ha sviato gli sforzi per combattere la povertà e la fame entro il 2015, ma la ripresa economica nei paesi in via di sviluppo potrebbe far registrare un‘inversione di tendenza, ha detto ieri il Fondo Monetario Internazionale.

<p>Il vice direttore del Fondo Monetario Internazionale John Lipsky in foto d'archivio. REUTERS/Jim Young</p>

In una nota in preparazione del summit delle Nazioni Unite in programma settimana prossima, l‘Fmi ha detto che sarà difficile raggiungere gli obiettivi senza una ripresa dell‘economia.

I leader dovrebbero rispettare gli otto obiettivi già definiti, ma è poco probabile che vengano promessi nuovi impegni e, nello specifico, che vengano definiti nuovi aiuti.

Il vice direttore facente funzioni del Fondo, John Lipsky, ha detto che milioni di persone sono state rigettate in uno stato di povertà, mentre l‘uscita di altre fasce della popolazione è stata ritardata dalla crisi, che ha avuto implicazioni particolarmente gravi per le fasce povere visto l‘aumento record dei prezzi alimentari nel 2008.

“Si deve ritornare velocemente ai tassi di crescita pre-crisi, con un occhio puntato alla crescita dei poveri e alla crescita globale”.

Lipsky ha aggiunto che anche con problemi di bilancio, le nazioni sviluppate devono tener fede alle promesse del 2005 di duplicare entro il 2010 gli aiuti all‘Africa, permettendo ai paesi più poveri di costruire strade, ponti, altre infrastrutture e contrastare gli effetti del cambiamento climatico.

Gli aiuti umanitari da parte dei paesi ricchi sono rimasti su livelli costanti dal 2008, a quota 29 miliardi di euro.

Il vice direttore del Fondo ha affermato che i paesi meno sviluppati, che prima della crisi stavano facendo progressi grazie a politiche economiche corrette, devono rendere le proprie economie più resistenti a eventuali shock futuri.

Il Fondo Monetario Internazionale ha aggiunto che le attività commerciali possono essere utilizzate per catalizzare la crescita economica e aiutare a ridurre la povertà, creando anche lavori.

Per beneficiare dall‘apertura dei confini, i paesi in via di sviluppo dovrebbero però affrontare il problema delle tariffe che, essendo alte, disincentivano le importazioni. I paesi ricchi e i paesi poveri non hanno comunque raggiunto un accordo sul grado di apertura preferibile mentre i negoziatori suggeriscono che un accordo in tal senso non sarà possibile prima del 2011.

Allo stesso momento i paesi ricchi possono anche incoraggiare gli investimenti nei paesi in via di sviluppo che sostengono la crescita, ha detto l‘Fmi, specificando che l‘Africa ha bisogno di circa 70 miliardi di euro l‘anno per promuovere le infrastrutture, che hanno sofferto nel passato decennio di una cronica mancanza di fondi.

Secondo il Fondo, aumentare la spesa nelle infrastrutture, soprattutto nei trasporti e nell‘energia, potrebbe aiutare il commercio regionale e internazionale.

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