16 settembre 2010 / 13:23 / 7 anni fa

Camusso da novembre leader Cgil: Fiom guardi a futuro

di Francesca Piscioneri, James MacKenzie

ROMA (Reuters) - Susanna Camusso fa finta di nulla ma toccherà a lei, dal 3 novembre, guidare la Cgil, e sarà la prima donna leader del più grande sindacato italiano.

Il momento è difficile, e la Cgil sembra isolata, con Cisl e Uil che marciano da sole e una Fiom ‘antagonista’ che certo non aiuta a riprendere il filo del dialogo con le altre organizzazioni sindacali, la Confindustria e il governo.

Camusso lo sa, come sa che l‘obiettivo del sindacato è “evitare le rotture” senza rinunciare alle proprie battaglie.

Dunque no alle deroghe del contratto nazionale e no a patti ‘segreti’ con il governo. Ma allo stesso tempo un occhio al futuro, ripartendo magari da un tavolo sulla rappresentanza sindacale. E sul modello tedesco dice: “Non si può prendere ciò che conviene senza contorno. Gli operai tedeschi hanno retribuzioni doppie rispetto a quelli italiani già dagli anni ‘70, non è vero che il modello tedesco è lavorare di più”.

E prosegue: sì alla co-gestione dei lavoratori alle aziende, ma niente cda perché “i lavoratori percepiscono un salario e non devono partecipare al rischio di capitale”.

Con il segretario uscente, Guglielmo Epifani mostra di condividere la linea di fondo e anche le critiche al braccio metalmeccanico, che Camusso conosce bene per esserne stata responsabile auto. Alla Fiom Camusso riconosce la legittima protesta dopo la rottura su Pomigliano, ma avverte: “È in ritardo sulla proposte, l‘obiettivo è dire cosa vuole fare non guardando solo al passato perché nel frattempo sono successe tante cose”.

Ieri da Bologna Epifani ha detto chiaramente che l‘isolamento della Fiom rischia di portare alla sconfitta l‘intera Cgil.

“Di fronte all‘attacco di Federmeccanica che persegue la destrutturazione del contratto non basta la mobilitazione ma serve che Fiom e Cgil abbiano proposte che mettano al centro il contratto non con deroghe ma con il riconoscimento di diritti generali”.

SETTORE AUTO NON E’ PARAGONABILE A SIDERURGIA

Da dove dunque ripartire nella ‘campagna d‘autunno’?

Su pressione della Fiat, alla ricerca di condizioni di lavoro più flessibili negli stabilimenti italiani di auto, ieri è iniziata la trattativa sulle deroghe al contratto nazionale metalmeccanico fra Federmeccanica, Fim e Uilm dopo l‘accordo separato sullo stabilimento di Pomigliano e la disdetta del contratto del 2008, l‘ultimo firmato anche da Fiom.

“Se qualcuno pensa che la Cgil torni indietro si sbaglia. Noi non abbiamo pentimenti da esercitare perché il modello delle deroghe è sbagliato, e per riprendere la discussione ci vuole la volontà di tutti”, dice Camusso.

“Il tavolo che Federmeccanica vuole costruire sulle deroghe ha una ragion d‘essere che ci vede in disaccordo perché una cosa è trovare soluzioni per problemi specifici, altro è la deroga del contratto”, prosegue contestando il richiamo alla siderurgia come esempio di deroga contrattuale siglata anche dalla Cgil.

“L‘esempio è improprio”, spiega perché la siderurgia presenta proprio questo, delle peculiarità che hanno reso possibili norme particolari.

Camusso non chiude la porta alla proposta arrivata ieri da Federmeccanica di aprire un tavolo sulla rapppresentanza, ma precisa: “Quello della rappresentanza è un tema molto caro alla Cgil e secondo noi dovrebbe essere affrontato con una norma di legge, anche se mi rendo conto che questo governo ha lavorato per la divisione. Pensiamo che sia un tema dal quale ripartire ma non vorremmo che per Federmeccanica fosse un modo per liberarsi la coscienza mentre continua a discutere di deroghe. Valuteremo, vogliamo provare a riverificare con Cisl e Uil. Noi non ci sottrarremo ma questa discussione non può essere risolutiva di un altro pezzo”.

CISL E UIL NON HANNO OTTENUTO RISULTATI DA GOVERNO

Non è tenera con Cisl e Uil che sul fisco manifesteranno insieme il 9 ottobre, escludendo la Cgil nonostante le richieste siano contenute in una piattaforma comune.

“Cisl e Uil hanno idee un pò confuse. E’ come se volessero mostrare di avere un rapporto privilegiato [col governo], anche se questo non porta risultati. Io invece preferisco dire che ci abbiamo provato piuttosto che dire: non ho ottenuto nessun risultato ma in quella stanza c‘ero”, dice riferendosi ad alcuni incontri riservati con il governo nei mesi scorsi.

Il direttivo Cgil di oggi e domani annuncerà iniziative autonome di mobilitazione per fine novembre su lavoro e sul fisco.

Alla domanda su cosa mutuerà dalla sua passione per la vela nel guidare la Cgil, Camusso prima si schermisce, poi dice: “La vela mi ha insegnato che il mare va rispettato, dunque anche la natura e soprattutto che un equipagggio è sempre una squadra, mai un siNgolo”.

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