15 settembre 2010 / 11:24 / 7 anni fa

Ue pubblica proposte riforma su short selling e derivati

BRUXELLES (Reuters) - La Commissione europea ha reso note due proposte per la limitazione o il divieto temporaneo delle vendite allo scorperto e per l‘inasprimento dei controlli sui derivati, in quella che è una delle riforme finanziarie più ambiziose dall‘inizio della crisi.

<p>Il presidente della Commissione Europea Jose Manuel Barroso in foto d'archivio. REUTERS/Jean-Marc Loos</p>

La Commissione propone di rendere obbligatorio comunicare tutta l‘attività di trading sui derivati a banche dati centralizzate che le autorità di regolamentazione utilizzeranno per controllare i mercati.

La riforma, inoltre, mira ad istituire una nuova agenzia con il compito di sorvegliare i mercati finanziari europei e il potere di sospendere l‘attività di short selling.

La proposta punta a regolamentare due delle aree più opache del sistema finanziario, viste dalla politica come il principale strumento in mano alla speculazione di breve termine.

I derivati, definiti da Warren Buffet ‘armi finanziarie di distruzione di massa’, sono stati da più parti accusati di aver innescato il panico dopo il fallimento di Lehman Brothers nel 2008, mentre diversi politici sostengono che lo short selling abbia esacerbato i problemi della Grecia durante la recente crisi debitoria del paese.

La riforma, se approvata dal Parlamento europeo e dai 27 parlamenti nazionali, attribuirà poteri significativi al nuovo organismo di controllo del mercato che sarà istitutito e funzionate per l‘inizio del prossimo anno.

“Nessun mercato finanziario può permettersi di rimanere un territorio da far west” ha affermato il commissario Ue Michel Barnier, incaricato della riforma dei servizi finanziari. “Oggi stiamo proponendo regole... così da sapere chi fa cosa e chi deve cosa a chi”.

PIÙ TRASPARENZA

Attualmente gran parte dei derivati viene trattata su piattaforme non regolamentate, lontano dagli occhi delle autorità di controllo.

La Commissione europea vuole arrivare a una maggiore superivsione dell‘attività su questo mercato, che vale 600.000 miliardi di dollari e dove operazioni da diversi milioni possono essere concluse semplicemente con un fax tra le controparti.

La riforma chiede inolte ai trader sui derivati di affidarsi alle clearing house, le casse di compensazione che forniscono una rete di sicurezza in caso di fallimento di una delle controparti della compravendita.

L‘imposizione di una maggiore trasparenza dovrebbe mettere in discussione il dominio su tale mercato di una mezza dozzina di banche, Deutsche Bank, Barclays, Goldman Sachs, JP Morgan, Bank of America e Citigroup, che costruiscono i derivati per i loro clienti e se li scambiano tra di loro.

La European Securities and Market Authority, la futura autorità europea sui mercati finanziari, avrà il potere di sospendere temporaneamente l‘attività di short selling e di impedire divieti unilaterali imposti da singoli paesi, come deciso dalla Germania nei mesi scorsi.

La riforma della Commissione propone anche limiti pesanti, di fatto molto simili ad un divieto vero e proprio, per il cosiddetto ‘naked short selling’, cioè le operazioni in cui non è stato predisposto il contratto che permetterà alla controparte di procurarsi il titolo oggetto della compravendita allo scoperto.

Nel quadro della proposta della Commissione, i regolatori potranno chiedere al venditore ‘naked’ di spiegare come intende completare la transazione. Di fatto - per entrare in un‘operazione allo scoperto - l‘investitore dovrà aver preso a prestito il titolo in questione o essersi impegnato per procurarselo.

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