13 settembre 2010 / 09:11 / 7 anni fa

Italia, Ue rivede stima crescita Pil 2010 a 1,1% da 0,8%

MILANO (Reuters) - La Commissione europea ha migliorato le previsioni di crescita italiana per il 2010, nell‘ambito di un‘economia continentale che nella prima metà dell‘anno ha mostrato una forza superiore al previsto, con conseguenze positive anche sui dati del secondo semestre.

<p>Un addetto all'opera in uno stabilimento tessile in Umbria. REUTERS/Alessandro Bianchi</p>

La nuova stima diffusa stamane nell‘ambito delle Interim forecast della Commissione Ue vede una crescita del Pil italiano pari all‘1,1% quest‘anno, contro lo 0,8% stimato lo scorso maggio.

“La moderata ripresa dell‘economia italiana sembra essere guidata soprattutto dal settore industriale, grazie al rimbalzo dell‘export seguito al collasso del 2009” si legge nel documento diffuso dalla Commissione. “La ripresa della domanda esterna sta fornendo un qualche supporto all‘investimento in macchinari, che ha beneficiato anche di alcuni incentivi fiscali, scaduti a fine giugno”.

La Commissione prevede oggi una crescita congiunturale per il Pil italiano dello 0,5% nel terzo trimestre e un progresso dello 0,2% nel quarto.

“In contrasto gli investimenti in costruzioni si dovrebbero confermare deboli nei prossimi trimestri e, infine, la situazione ancora fragile del mercato del lavoro continuerà a pesare sulla dinamica dei consumi privati” aggiunge il documento della Commissione.

Bruxelles ha rivisto le stime sull‘inflazione italiana del 2010, portandole all‘1,6% dall‘1,8% comunicato in primavera.

La Commissione ha parallelamente migliorato la stima di crescita del Pil 2010 per l‘intera zona euro all‘1,7% dallo 0,9% stimato in maggio.

Per l‘inflazione dei Sedici paesi dell‘euro, si passa all‘1,4% dal precedente 1,5%.

A commento delle nuove stime il commissario agli Affari economici e monetari Olli Rehn ha spiegato che “l‘economia europea è chiaramente su un sentiero di ripresa, più saldamente di quanto previsto in primavera, con un recupero della domanda interna che è di buon auspicio per il mercato del lavoro”.

Ma l‘Ue sottolinea anche la persistente fragilità a livello continentale di una ripresa che rimane disomogenea nei vari paesi dell‘Unione e con numerosi punti di incertezza.

“L‘incertezza rimane e le priorità restano quelle di salvaguardare la stabilità finanziaria e di continuare il processo di consolidamento fiscale” ha dichiarato Rehn.

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