9 settembre 2010 / 18:39 / 7 anni fa

Bluterma, pm Teramo chiede rinvio a giudizio Biasi

MILANO (Reuters) - La procura di Teramo ha presentato la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Paolo Biasi, ex presidente di Bluterma Italia, fallita nel maggio 2008, e attuale presidente di Fondazione Cariverona, azionista principale di Unicredit, con l‘ipotesi di reato di bancarotta preferenziale.

Lo ha riferito oggi una fonte giudiziaria, precisando che l‘avviso di chiusura indagini di cui si è avuta notizia ieri è stato notificato il mese scorso e che in questi giorni è stata presentata la richiesta di rinvio a giudizio all‘ufficio del giudice delle indagini preliminari.

Ora il gup è chiamato a fissare la data di una udienza preliminare al termine della quale si deciderà o il proscioglimento o l‘eventuale inizio di un processo.

Non è stato possibile ottenere un commento da parte dei legali del presidente della Fondazione Cariverona, in corsa per una riconferma ai vertici dell‘ente.

Una nota diffusa oggi dalla Biasi spa diceva che Paolo Biasi affronterà con “estrema tranquillità” il processo di cognizione relativo alla vicenda Bluterma Italia “confidando nel sereno ed equilibrato giudizio della magistratura”.

Secondo quanto riportato dai quotidiani stamane, e confermato dalla fonte giudiziaria, l‘ipotesi del sostituto procuratore Bruno Auriemma è che Biasi, gestendo la tesoreria attraverso il cosiddetto ‘cash pooling’, abbia utilizzato fondi dell‘azienda già in procedura concorsuale per effettuare investimenti in altra industria del gruppo di cui era amministratore.

”Ipotesi che secondo l‘accusa si materializzerebbe nell‘acquisto di un immobile industriale di proprietà dell‘ex controllata Bluterma Italia Srl, successivamente fallita - si leggeva nella nota della Biasi spa. “Acquisto che la società Biasi ha considerato, e tuttora considera, pienamente lecito”.

“Esso - proseguiva la nota - avvenne infatti mediante accollo dell‘imponente debito residuo verso le banche che vantavano un rilevante credito garantito da ipoteca sull‘immobile e, per il resto, tramite compensazione con crediti effettivi e legittimi che Biasi Spa vantava nei confronti della cedente”.

“A ciò si aggiunga che con la curatela fallimentare è stata raggiunta un‘intesa totale e definitiva approvata dal Giudice Delegato. Si rileva inoltre che è stato richiamato, non a ragione, il contratto di cash-pooling, che è funzionale, fisiologico e legittimo all‘interno di un gruppo, nel caso di specie peraltro comunque cessato al momento dell‘acquisto dell‘immobile da Bluterma Italia Srl, società da tempo non più controllata da Biasi Spa”, concludeva la nota.

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