9 settembre 2010 / 12:43 / tra 7 anni

Spagna, Parlamento approva riforma del lavoro

MADRID (Reuters) - Il Parlamento spagnolo ha approvato oggi le ultime modifiche della riforma del lavoro, che nelle intenzioni del governo dovrà rilanciare la stagnante economia del paese e ridurre il tasso di disoccupazione oggi al 20%, il più alto nell‘eurozona.

<p>Settembre 2010, il primo ministro spagnolo Jose Luis Rodriguez Zapatero. REUTERS/Andrea Comas</p>

Entrambe le camere hanno approvato le proposte, che dovrebbero rendere più difficile ai disoccupati la scelta di rifiutare dei posti di lavoro o dei progetti di formazione, mentre dovrebbero rendere meno onerosi i costi di licenziamento per le aziende.

A maggio, il governo guidato dal partito Socialista ha introdotto un piano di austerità da 15 miliardi di euro, con diversi tagli alla spesa pubblica, per tentare di riguadagnare la fiducia degli investitori nei confronti del debito del paese, in un momento in cui era forte la minaccia che la crisi greca si potesse allargare.

Da quel momento parlamentari e governo hanno iniziato a lavorare alla riforma del mercato del lavoro.

I critici ritengono però che le riforme adottate siano troppo deboli per avere un vero impatto sulla situazione occupazionale spagnola, che versa in gravi condizioni a partire dal collasso di una bolla immobiliare durata tra il 2007 e il 2008.

Tra più di 280 emendamenti votati oggi, il governo socialista ha proposto di ridurre le misure di sostegno per i disoccupati che rifiutano una proposta di lavoro o di formazione professionale. Il senato ha dato il via libera al provvedimento nonostante le critiche dei sindacati, che temono che il governo possa camuffare i dati sulla disoccupazione facendovi rientrare quanti sono impegnati in corsi di formazione.

I sindacati hanno annunciato una protesta per il 29 settembre, contro le misure di austerità e la riforma del mercato del lavoro.

Tra le altre novità, il governo ha alleviato le misure di austerità, permettendo agli enti locali con i bilanci in attivo di riavviare alcune opere pubbliche, e ha istituito la soglia minima degli stipendi per quanti svolgono lavori domestici o assimilabili a 633 euro.

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